Archivio Mensile

settembre 2012

Riso

Risotto con chiodini dell’orto e provola affumicata


E rieccomi a voi dopo una breve pausa con la mia prima ricetta da sposata…tranquilli, non inizierò ad annoiarvi con ricette super complicate ed ingredienti esotici…..continuerò a proporvi con estrema umiltà le mie creazioni che realizzo nella cucina di casa, nei ritagli di tempo oppure nel weekend quando non sono troppo presa con la Nanetta.  Quella di oggi, poi, è una ricetta nata come i funghi! Forse non ci crederete ed anch’io avevo difficoltà a crederci, ma con le piogge degli ultimi tempi, all’orto sono comparsi i primi funghi: chiodini ma non solo, ci sono anche gli ovoli ed i pleos, quei fungoni con delle orecchie grandi grandi …..proprio l’altra sera si è presentato a casa mio suocero con un cesto di funghi immenso ed all’inizio ho stentato a credere che potessero provenire dall’orto; allora ho improvvisato questa ricetta con l’unico formaggio, a parte il parmigiano, che avevo in frigo, una scamorza di bufala affumicata. Inutile dirvi che il Marito Goloso l’ha adorato: il mix chiodini/pleos e scamorza affumicata si è rivelato vincente. La scamorza di bufala affumicata ha un gusto deciso ma non stucchevole che non copre il  sapore di questi funghi, considerati spesso i parenti poveri dei più nobili porcini. 


200 gr di riso carnaroli80 gr di provola di bufala affumicata e tagliata a dadini150 gr di chiodini cotti1 cucchiaio di parmigiano grattatoBrodo vegetale q.b.Prezzemolo q.b.Olio evo q.b.1 dito di vino bianco1 noce di burro per mantecareSale e pepe q.b.Pulite i funghi e sbollentateli, togliendo di tanto in tanto la schiuma. In una casseruola scaldate l’olio, aggiungete i funghi , poi il riso, sfumando con il vino bianco. Aggiungete il brodo nel corso della cottura: a 2 minuti dalla fine, versate i dadini di provola e continuate a girare. Spegnete e mantecate con il burro, il parmigiano e per finire cospargete con il prezzemolo. Servite in tavola caldo.


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Eventi

Da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano…….


Ciao!Come state? Io benone ma molto molto stanca e più stordita del solito. Il matrimonio è andato benissimo: il tempo ci ha assistito ed ha contribuito non poco alla riuscita di questo evento. Per quanto mi riguarda, sto lentamente ritornando alla normalità: anche sabato ho avuto 16 persone a pranzo per una grillade tra romani, padani, veneziani, siciliani, francesi e portoghesi…insomma mélange di lingue e di culture diverse….ma per fortuna il buon cibo mette tutti d’accordo e, soprattutto, non conosce frontiere……Allora scrivo subito che ho cominciato a piangere ed ad emozionarmi sin da giovedì mattina quando ho recuperato in aeroporto i miei amici portoghesi, ho continuato poi nel pomeriggio con i francesi e quando ho rivisto la mia testimone di nozze…..Venerdì, giorno del fatidico si, è andata meglio:  a parte l’emozione, legittima, al momento della cerimonia, tutto è filato liscio. Io ho scelto un abito che rispecchia il mio carattere e la mia personalità: un abito vintage che ha quasi 45 anni….ho indossato, infatti, l’abito da sposa di mia mamma, in mikado di seta, monacale e rigorosamente anni ’60. La pettinatura ed il trucco hanno seguito lo stile: banana e eye liner…..La Nanetta, quanto a lei, si è scatenata: nonostante il vestitino bianco vaporoso ed il cerchietto tra i capelli rossi, la piccola peste ha dato del filo da torcere alla baby sitter che avevo provvidenzialmente previsto per l’occasione. Il menù ha soddisfatto i palati ma, soprattutto, le mandibole di tutti….forse i carnivori saranno rimasti un po’ “delusi” perché il buffet di antipasti dava ampiamente spazio al pesce, ma si sono sicuramente rifatti con il delizioso filetto che avevo previsto come secondo e che io ho a malapena toccato…..la torta nuziale è letteralmente sparita, divorata, e i kili di confetti ai vari gusti nonché i marshmallow multicolore sono stati apprezzatissimi da grandi e piccini….ma l’aspetto che più mi è piaciuto del mio matrimonio è stato il ritmo: non troppo lento, di quella lentezza estenuante che alle 7 di sera sei ancora a tavola, ma neppure troppo veloce….Mi è piaciuto che le persone, diverse per lingua, cultura e tradizioni, si siano mescolate tra di loro: bambini che non si erano mai visti e che hanno subito cominciato a giocare insieme ma, soprattutto, adulti che hanno familiarizzato e che, alla fine della giornata, si sono scambiati indirizzi e numeri di telefono….insomma un matrimonio all’insegna della convivialità e della serenità. Al momento non ho foto da mostrarvi, se non quelle che ho scattato io stessa nell’albergo che ci ha ospitati per la nostra prima notte di nozze….non appena riceverò i provini dal fotografo metterò qualcosa in linea…..Sostanzialmente nulla è cambiato tra il prima e il dopo, però se c’è una cosa che penso ogni giorno da sei anni a questa parte, da quando cioè ho deciso di condividere la mia vita con l’Uomo goloso, è che da soli si va più veloci, ma insieme si va sicuramente più lontano JBuona giornata a tutti!
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Dolci

Sospiri di pan di Spagna con crema al rosmarino e glassa di frutti rossi




Ho volutamente lasciato la ricetta di questo dolce realizzato per il mio addio al nubilato ad oggi perché è un giorno speciale: la Nanetta compie 3 anni.
Questa è per tutti noi una settimana ricca di emozioni, di impegni, di risate e di lacrime di gioie: stasera festeggeremo i suoi tre anni e venerdì ci sposiamo……e poi rivedrò i miei amici francesi che pur di partecipare al nostro matrimonio, faranno un lungo viaggio; rivedrò gli amici sparsi per l’Italia che non vedo da tempo, insomma già so che saranno giorni intensi con il fazzoletto sempre in mano perché io sono una dalla lacrima facile. 
 
 
Ora vi lascio, scappo a preparare il dolce per il mio cucciolo gigante e vi do appuntamento alla settimana prossima dopo che tutte queste emozioni saranno passate: nelle prossime 72 mi concentrerò su me stessa e sull’evento.A presto e………. W GLI SPOSI J!!!!!!!!




Ingredienti per 20 sospiri:
Per il pan di SpagnaUova                     n 6Zucchero                g 180Farina 00               g   80Fecola                   g   50Limoni buccia          ½ Rosmarino tritato    1 rametto
Per la crema al rosmarino:Latte intero             g 350Panna fresca            g 150Tuorli d’uova            n   4Zucchero                 g  150Amido di mais         g  40Rosmarino fresco   g   10
Per la glassa ai frutti di boscoFrutti di bosco               g  300Zucchero                      g   300Amido di mais              g   7Gelatina                      g 10Succo di limone            g 10
 Procedimento:
Preparare il pan di Spagna montando i tuorli con 100 g di zucchero, il limone grattugiato, e il rosmarino tritato. A parte, montare gli albumi con 80 g di zucchero e 5 gocce di limone, fino a farli diventare ben sodi. Setacciare la farina e la fecola. Unire delicatamente i tuorli e gli albumi montati e aggiungete poco per volta la farina e la fecola. Colate il composto in semisfere di silicone di 3 cm di diametro e cuocete in forno, già caldo, a 170 ° per circa 10 minuti. Quindi lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Ogni sospiro sarà composto da due semisfere di pan di Spagna. Preparare la crema facendo bollire la panna e il latte con il rosmarino lasciandolo in infusione per 30 minuti. A parte, miscelare i tuorli con lo zucchero, l’amido e il sale. Filtrare il latte ed aggiungerlo al composto di uova e zucchero. Cuocere la crema alla rosa (82°) e abbattere velocemente la temperatura. Preparare la glassa ai frutti rossi frullando tutti i frutti di bosco puliti con lo zucchero e l’amido. Versate in una pentola e fate bollire a fuoco basso, mescolando con un cucchiaio di legno. Togliere dal fuoco e aggiungere il succo di limone e la gelatina, precedentemente messa a bagno in acqua fredda. Filtrare e conservare la glassa a temperatura ambiente coperta dalla pellicola a diretto contatto con la superficie. Farcire le cupolette di pan di Spagna, con la crema al rosmarino,  senza sformarle dal loro stampo, aiutandosi con un sac-à-poche con la bocchetta riccia. Togliere dallo stampo di silicone la metà delle cupolette farcite e tagliare la parte tondeggiante, per creare la base d’appoggio. Adagiare al centro di ognuna un po’ di crema al rosmarino e sopra sistemare un’altra cupoletta farcita, facendole aderire tra loro con la crema. Porre in freezer per circa 2 ore. Trascorso il tempo  necessario  sistemare i sospiri sopra una griglia e glassarli , con l’aiuto di un mestolino, con la glassa ai frutti rossi riscaldata a una temperatura di 35°. Decorare ogni sospiro con aghetti di rosmarino brinati.
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Libri

“CuocheOltre” la Sclerosi Multipla



Inizio la settimana con una comunicazione di servizio che mi sta particolarmente a cuore…..Cronica, imprevedibile ed invalidante la sclerosi multipla è una delle più gravi malattie del sistema nervoso centrale: si manifesta per lo più tra i 20 ed i 30 anni ed in Italia ogni quattro ore viene effettuata una diagnosi di SM. 65.000 i casi, di questi la maggior parte sono donne, in un rapporto di due su tre. DonneOltre  è un progetto dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla che nasce grazie a un pool di donne unite per realizzare progetti per sconfiggere la sclerosi multipla. Nell’ambito di Donne Oltre, Cuocheoltre è una nuova iniziativa di Donneoltre. Lunedì 24 settembre alle ore 20,30 presso la Città del Gusto (via E. Fermi 161)  a Roma, 5 grandi chef (Iside De Cesare- La Parolina, Acquapendente; Patrizia Mattei-Antico Arco, Roma; Rosanna Marziale- Le Colonne e San Bartolomeo, Caserta; Daniela Onorato- Il Granchio, Terracina), sotto la regia organizzativa di Cristina Bowerman (Hostaria Glass, Roma) saranno le protagoniste assolute di un menù dedicato alla lotta contro la Sclerosi Multipla.
L’appuntamento romano intende offrire, grazie alle prestigiose chef coinvolte in cucina,  un momento di alta degustazione. Il menù, studiato appositamente per questo evento, vede la fusione di sapori mediterranei artisticamente rielaborati dalle 5 chef unite per la prima volta insieme. Se siete interessate a partecipare a questo evento a scopo benefico potete scrivere a aism@inc-comunicazione.it, telefonare allo 06.44.16.08.55 oppure andare sul sito www.gamberorosso.it.Io non ci sarò purtroppo perché vivo a Milano, ma per quante vivono a Roma mi sembra sia una bella iniziativa in tutti i sensi.
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Datterini con crema di ricotta e maionese vegana



Ed eccomi arrivata alla terza ricetta del mio addio al celibato ed alla terza puntata del racconto……La sorpresa delle mie ospiti è stata grandissima nel momento in cui hanno scoperto che avrebbero seguito un vero corso di cucina in una scuola alberghiera dove formano veramente i cuochi! Ognuna è stata invitata ad indossare il grembiule ed alle 19.30, dopo il brindisi iniziale, ci siamo messe tutte quante all’opera sotto gli occhi vigili di Teresa, il vero chef, che con un misto di fermezza e dolcezza ha coordinato il lavoro di questo piccolo mondo. Abbiamo iniziato con la preparazione dell’impasto per le pittule, poi ci siamo dedicate al pan di spagna ed alla crema al rosmarino ed abbiamo appreso che possiamo preparare un buonissimo tiramisù senza utilizzare le uova crude ma con una deliziosa crema inglese con mascarpone (Cinzia non riesce ancora a farsene una ragione!). E poi abbiamo  continuato con la cottura “risottata” della pasta, che abbiamo mangiato al momento, e ancora, meraviglia delle meraviglie, eccoci a preparare la maionese vegana che ha spopolato….insomma tra chiacchere, risate, spetteguless, suggerimenti, foto, consigli femminili e degustazioni varie, senza che ce ne accorgessimo, si sono fatte le 11 di sera…..la nostra piacevolissima serata si è conclusa con la consegna dei diplomi alle frequentanti e con un regalo che le mie amiche hanno fatto alla sottoscritta: non può, infatti, mancare nel corredo della sposa, l’abbigliamento da prima notte di nozze ed io ho ricevuto tutto il necessario per far felice l’Uomo Goloso!Grazie ancora a Katia, Cinzia 1 e Cinzia 2, Laura, Valentina, Francesca, Alessandra e Nerina di avere partecipato e di aver condiviso con me questo momento speciale. Grazie a Teresa per le ricette entusiasmanti ed all’Associazione Paprica e Zenzero.Io vi auguro un buon weekend e vi do appuntamento alla prossima settimana per le ultimissime ore prima del giorno fatidico!



Ingredienti per 6 persone: 250 g di pomodori datterini                                                       200 g di ricotta                                                                                                 ½ peperone rosso e ½ giallo  peperone                                                                                             1 cucchiaino di basilico tritato                                                                    1 cucchiaio di olive Taggiasche½ cucchiaio di capperi Dividete i pomodori a metà, eliminate i semi con un cucchiaio. Capovolgeteli su un piano e asciugateli con carta assorbente prima di riempirli. Tritate i peperoni finemente. Intanto rendete la ricotta cremosa aggiungendo poco latte di soia e frullando con il minipimer. Unite al peperone il basilico tritato ed una tapenade di olive e capperi, mescolate il tutto fino a ottenere un composto ben amalgamato. Riempite con il composto i pomodori e serviteli accompagnati dalla maionese vegana.
Maionese VeganaIngredienti:Latte di soia         200 mlSucco limone         q.b.Senape delicata    1 cucchiaino Curcuma              1/2 cucchiaino Olio extra vergine d’oliva   150 mlOlio di semi                     150 mlSale                                q.b.

Procedimento:In un frullatore mettere del latte di soia e aggiungere, frullando ma bassa velocità 150 ml di olio versandolo a filo e del succo di limone. Salare, aggiungere 1 cucchiaino di senape e 1/2 di curcuma, il tutto continuando a frullare versando altri 150 ml di olio.
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Pasta

Casarecce risottate cacio e pepe



Seconda puntata delle ricette dell’addio al nubilato: le caserecce risottate…..e vedrete che, nonostante la semplicità, si tratta di una ricetta veramente sfiziosa che strizza l’occhio alla romanissima cacio e pepe…..Tutto è iniziato nel mese di giugno quando ho spedito alle mie amiche un semplice save the date pregandole di bloccare sulle loro agende la data del 6 settembre. A fine agosto una nuova mail, redatta con il fine di confondere le idee, ha fornito maggiori dettagli e precisazioni: niente trucco (il rischio lacrime è sempre dietro l’angolo!), abbigliamento casual, scarpe comode per tutte….insomma questa mail non ha fatto altro che accrescere la loro naturale curiosità. In realtà tutti i suggerimenti che fornivo nella mail si adattano benissimo ad un corso di cucina: normalmente quando si cucina, non ci trucca perché con le cipolle il rischio che il mascara coli è concreto; si adotta un abbigliamento casual, perché non si cucina in abito da sera o in frac ed anche le calzature devono essere super comode dovendo rimanere in piedi parecchio tempo;-)))))L’appuntamento era fissato alle ore 18.30 di giovedì 6 a casa mia: da lì sarebbe cominciata la loro e la mia avventura….. in attesa della prossima puntata e della prossima ricetta, godetevi questa di ricetta!

 Ingredienti per 4 persone: Paccheri                                                                       400 g Pecorino romano                                                           6 cucchiai  Grana Padano                                                               2 cucchiaiPepe nero                                                                     3 cucchiaini Sale                                                                             q.b.
Procedimento:Riempite una casseruola d’acqua fredda e mettetela sul fuoco aggiungendo poco sale. Versare la pasta e appena raggiunge l’ebollizione, togliere l’acqua dalla pasta con un mestolo, fino a  lasciarne pochissima e versarla in un altro tegame tenendola in caldo. Continuare la cottura della pasta come se fosse un risotto, quindi aggiungere l’acqua tolta in precedenza dalla pasta in piccole dosi se e quando questa sarà stata assorbita. A cottura ultimata, spegnere il fuoco e iniziare a mantecare con i formaggi e il pepe mescolando con energia. Servire aggiungendo ancora una spolveratina di formaggi e pepe di mulinello.
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Antipasti

Pittule alle Erbe aromatiche e pepe rosa



Famolo strano! C’è chi organizza tristi strip tease con avvenenti fustacchioni in perizoma, chi va a mangiare in ristoranti esotici ed improponibili, chi si rilassa alle terme, chi, ancora, si ubriaca per non pensare al futuro: attualmente la tendenza degli addii al nubilato è quella di organizzare un evento strano il cui ricordo resti impresso nella memoria degli invitati….ed io che ho già una certa età, una Nanetta a carico ed una passione per la cucina, ho voluto invece, invitare le persone di sesso femminile, residenti a Milano o provincia, che mi sono state più vicine nell’ultimo periodo della mia vita, ad una festa di fine estate perché ho orrore degli addii al nubilato.
Ho contattato una scuola alberghiera che proponesse ai propri allievi anche dei corsi da cuoco; ho chiesto ed ottenuto la possibilità di realizzare un corso di cucina personalizzato in una vera scuola di cucina. Il difficile non è neppure stato trovare la scuola e la disponibilità, l’aspetto più complicato è stato concepire un menù da realizzare che tenesse conto dei gusti e delle intolleranze alimentari di tutte le invitate: c’è, infatti, l’amica che non mangia pesce, quella che è allergica al lattosio, quell’altra che ama i sapori esotici, insomma un vero casse-tete!
Quella di oggi è la prima delle 4 ricette che ho realizzato con le mie amiche in occasione di questo addio al nubilato sui generis……nei prossimi giorni seguiranno le altre ricette, nonché il resoconto della serata perciò stay tuned! 
Ringrazio per la realizzazione di questo mio piccolo sogno l’associazione culturale Paprica e Zenzero e Teresa!


Ingredienti per 5/6 persone:  
Farina                               500 g
Acqua                               400-500 g
Lievito di birra                   12 g
Acciughe sott’olio               6
Pomodori secchi                 6
Capperi                             2 cucchiai 
Origano, sale                     q.b.
Pepe rosa                          q.b.
Olio di arachidi per friggere q.b.

Preparazione:  sciogliete il lievito con un po’ d’acqua, unite la farina e il sale e continuate a mescolare unendo acqua tiepida quanto basta per ottenere una pastella molto fluida (circa lo stesso peso della farina). Mescolate energicamente, coprite con un panno, quindi lasciate lievitare per un’oretta in luogo tiepido. Nel frattempo spezzettate le acciughe e i pomodori secchi e  mescolate con i capperi, il pepe e l’origano. Unite il condimento alla pasta e mescolate. Scaldate l’olio alla temperatura di 180°C, prendete la pasta con la mano sinistra, stringete il pugno e fate uscire attraverso il pollice e il medio una piccola pallina di pasta. Con la mano destra bagnata afferrate la pasta e tuffatela nell’olio bollente. La pallina precipiterà sul fondo prima di risalire a galla, gonfia e con i tipici ghirigori che caratterizzano le pittule. In alternativa bagnate due cucchiai in acqua tiepida, con uno prendete un po’ di pastella e con l’altro spingerla, lasciandola scivolare nell’olio. Scolate e asciugate su carta da fritto, salate e servite subito.
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Torta morbida di cioccolato, nocciole e ricotta




Per la nostra famiglia, quello di settembre, è un mese importante: non solo perché ci sposiamo ma anche perché la Nanetta incomincia la scuola materna, anzi la scuola dei grandi come lei stessa la definisce…..è vero che ha già frequentato il nido ma la scuola materna è un’altra storia, un nuovo capitolo che si apre. Innanzitutto alla materna non troverà di certo l’ambiente ovattato del nido; dovrà imparare a cavarsela da sola (con un’insegnante ogni 22 bambini il tempo a disposizione di  ciascuno sarà molto limitato) e poi dovrà imparare a confrontarsi con i bambini più grandi, quelli dell’ultimo anno, che certamente le daranno un po’ di filo da torcere. Da un lato sono “serena” sul fatto che la materna non rappresenterà certo un trauma per lei ma piuttosto un’evoluzione; dall’altro lato, come mamma, vivo questo passaggio con un po’ di apprensione perché so che per lei ci  saranno inevitabilmente delle piccole difficoltà da superare…..E siccome nei momenti di difficoltà ritengo che il cioccolato sia la migliore medicina, le ho preparato questa torta morbida morbida e super coccolosa che abbiamo mangiato fredda.

In bocca al lupo Nanetta per questa tua nuova avventura che ti vede sempre più grande :-)!!!!!


Ingredienti250 gr di ricotta 3 uova 60 gr di zucchero 125 gr di farina di nocciole150 gr di cioccolato fondente al 70%Latte q.b.1 pizzico di saleMettete nel frullatore le nocciole poi passate nel forno a 150° questa polvere di nocciole per 10 minuti circa. Separate i bianchi dai tuorli. Fate fondere il cioccolato: potete fonderlo a bagnomaria oppure, come ho fatto io, scioglierlo con un goccio di latte, in un pentolino. In una ciotola, mescolate la ricotta con lo zucchero e la polvere di nocciole. Aggiungete il cioccolato fuso ed i tuorli. Amalgamate bene il tutto in modo  da ottenere un composto liscio ed omogeneo. Montate gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungete delicatamente gli albumi montati al composto: mettetelo in una teglia foderata con carta da forno ed infornate a 180° per 35 minuti circa.Lasciate raffreddare la torta prima di consumarla: la potete provare a temperatura ambiente oppure fredda, dopo averla messa una notte in frigo. Personalmente la preferisco fredda.
















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Peperoni con tonno ed olive taggiasche



Nel weekend appena trascorso ne ho approfittato per fare il punto della situazione sui preparativi del matrimonio: ho spuntato tutte le cose già fatte ed ho buttato giù una lista di cose da fare.A parte richiamare tutti gli invitati per avere le conferme definitive sul numero di partecipanti, mi rimane ancora da fare il piano tavoli, scegliere le musiche che accompagneranno i vari momenti del pranzo, recuperare le bomboniere, stilare la rooming list definitiva da mandare all’albergo che ospiterà tutti coloro che vengono da Roma o dalla Francia, parlare con l’animatrice che si occuperà dei bambini e passare un briefing al fotografo….queste sono le cose più “impegnative” che restano ancora da fare….in realtà la piacevole scoperta del fine settimana è che l’80% di quello che dovevo fare, l’ho fatto a luglio!

Nel corso del mese di settembre ci saranno le ultime cose da approntare, ma si tratta di dettagli, di piccole cose perché il grosso è stato fatto a monte J….e questa mi è sembrata una buonissima scoperta che però non mi mette al riparo dagli incubi che da qualche giorno hanno cominciato a popolare le mie notti: sogno che non c’è nulla da mangiare per gli ospiti, oppure che il sacerdote ha dimenticato la data della nostra cerimonia, o ancora che la fiorista non ha provveduto agli addobbi in chiesa….insomma ogni notte c’è un simpatico incubo che arriva a svegliarmi!

Intanto, oggi, vi propongo una ricetta di peperoni ripieni dal sapore marino…..proprio perché la mia fase no-carne continua ancora.

Per 4 persone6 peperoni (io ho utilizzato due tipi: quelli rossi un po’ allungati e quelli gialli tondi, per entrambi il risultato è stato ottimo)150 gr di tonno sott’olio2 panini induritiOlive taggiasche q.b.Olio evo q.b.Sale, pepe q.b.Mettere la mollica dei panini nell’acqua; nel frattempo mettete nel frullatore il tonno che avrete scolato e le olive taggiasche. In una terrina amalgamate bene il composto a base di tonno- olive e la mollica del pane che avrete strizzato bene. Aggiustate di sale e di pepe e se il composto vi appare troppo secco, aggiungete un paio di cucchiai di olio evo. Lavate i peperoni, tagliateli a metà e svuotateli. Riempiteli con il composto, disponeteli in una teglia, versate un po’ di olio e cuocete in forno per 45 minuti circa a 160°. Lasciarli raffreddare prima di mangiarli.
 
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