Archivio Mensile

febbraio 2012

Pasta

Spaghetti di grano e avena con soia e gamberoni

Ovvero ajo, ojo, soia e gamberoni……


Eccomi con la seconda ricetta di pasta “alternativa”: due settimane fa vi avevo proposto dei fusilli di farro con scarola, uvetta e pinoli, mentre oggi vi suggerisco una ricetta con gli spaghetti di grano ed avena.
Per questa preparazione sono partita dalla classicissima ajo, ojo e peperoncino ed ho poi aggiunto due ingredienti, 1 di mare e l’altro di terra…..ne è risultata una versione améliorée della pasta ajo e oio,  sicuramente più completa a livello nutrizionale e con quel tocco esotico che la soia ha conferito alla preparazione. Per questa ricetta ho usato volutamente dell’olio evo e non la salsa di soia che forse ci sarebbe stata pure bene ma che avrebbe dato un tocco decisamente asiatico al tutto, soprattutto agli spaghetti.
Eccovi la ricetta per due persone + Nanetta che, contrariamente alle aspettative, ha dimostrato di gradire sia gli spaghetti che il condimento:


180 gr di spaghetti 250 gr di mazzancolle sgusciate150 gr di germogli di soia 1 spicchio di aglioOlio evo q.b.Poco peperoncinoSale q.b.
In una padella fate scaldare l’olio, aggiungete l’aglio, poi le mazzancolle ed infine la soia: lasciate cuocere a fuoco svelto per 5-6 minuti, prima di spegnere mettete del peperoncino intero e salate.
Nel frattempo cuocete gli spaghetti, scolateli al dente e saltateli in padella un minuto. Servite caldi.



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Verdure

Tortino al radicchio, acciughe ed olive taggiasche


Provate voi a far mangiare le verdure ad una bimba di 28 mesi che è stata male e prende da due settimane gli antibiotici! E’ quello che è successo a me un paio di settimane fa….nulla da fare, la Nanetta proprio non ne voleva sapere di mandare giù verdure e frutta. Riuscivo a cavarmela solo con le banane, le mele e l’insalata…ed allora ho provato ad aggirare l’ostacolo, preparando una specie di centrifugato di radicchio : il risultato non l’ha entusiasmata più di tanto ma, povera, in quel difficile frangente, neppure le patatine fritte riuscivano ad entusiasmarla! In compenso io e mio marito l’abbiamo apprezzato molto e ce lo siamo divorato in un pasto.
Non saprei come definire la ricetta di oggi: sformatino? Direi di no perché non c’è l’uovo. Tortino? Meno che mai….Io lo chiamerei piuttosto centrifugato light al forno: centrifugato perché il radicchio è stato messo nel frullatore e light perché il solo formaggio presente è la ricotta che trovate anche nelle diete; un po’ meno light è l’aggiunta di acciughe e di olive taggiasche che ho scoperto accordarsi divinamente bene con il radicchio.


300 gr di radicchio (non usate il tardivo per questa ricetta, preparate piuttosto un risotto oppure grigliatelo, è sinceramente sprecato per questa ricetta)1 scalogno8-10 acciughe sott’olio20 olive taggiasche denocciolate e fatte a pezzi100 gr di ricottaOlio q.b.Sale e pepe q.b.Lavate e tagliate il radicchio a listarelle. Tagliate lo scalogno. In una padella scaldate un po’ di olio, unite lo scalogno, fatelo appassire e poi mettete il radicchio: cuocete il tutto per 4-5 minuti circa. Nel frattempo sminuzzate le acciughe e denocciolate le olive. Mettete nel frullatore la ricotta ed il radicchio: mixate sino ad ottenere una cremina piuttosto densa. Unite le olive a pezzi e le acciughe. Versate il composto in una pirofila e mettete in forno a 150-170° per 30 minuti circa. Mangiate il centrifugato tiepido con l’aiuto di un cucchiaio. Se invece siete decisamente orientati verso i carboidrati, utilizzate la cremina di radicchio, olive ed acciughe per condire un bel piatto di pasta con una generosa manciata di parmigiano….se, invece, vi volete buttare sul couscous, allora potrete mescolare la semola bollita a questa crema saporita….insomma si tratta di un condimento che si presta a mille impieghi.
La mia sarà una settimana di ripresa: dopo un mese lontano dal nido, oggi la Nanetta ritorna al nido, ahi ahi ahi….sarà dura per lei adattarsi nuovamente alle dure leggi del nido: il lato positivo per noi, è che stasera sarà sderenata ed alle 9 filerà a dormire J

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Carne

Scaloppine golose à la belge


Ho trascorso due settimane di “passione” in cucina…..non nel senso che potreste intendere voi….ma nel senso che, una volta dimessa dall’ospedale, la Nanetta, ancora convalescente e sotto farmaci, era completamente inappetente ed allora le ho tentate tutte, escogitando tutti i più “subdoli” stratagemmi per invogliarla a mangiare: con lei i risultati non sono stati dei migliori ed ho capito, a mie spese, che quando un bimbo non vuole mangiare perché non sta bene, puoi mettergli anche il barattolo della Nutella davanti che te lo spinge via con la manina…..in compenso però, tutti i miei tentativi di farla mangiare sono stati mooooolto apprezzati da mio marito che, al contrario della Nanetta, dovrebbe invece stare a dieta…..

La ricetta di oggi è uno di quei tentativi : l’ho recuperata su Cucinare in famiglia, delizioso libricino di cucina che vi avevo segnalato un po’ di tempo fa. Si tratta di scaloppine di pollo (potete benissimo utilizzare del vitello o del maiale) con delle briciole golose composte da parmigiano, prosciutto cotto e pangrattato. Leggendo bene la ricetta ho scoperto che quest’ultima era stata concepita appositamente per il viaggio di re Baldovino del Belgio diretto ad Assisi, da qui il nome di scaloppine à la belge.


500 gr di fettine di vitello oppure pollo (l’altra sera le ho fatte con del magatello ed erano ugualmente buonissime)70 gr di prosciutto cotto3 cucchiai di parmigiano2 cucchiai di pangrattatoPrezzemolo sminuzzatoVino bianco q.b.Olio evo q.b.Farina q.b.Sale Preparate le briciole mixando il prosciutto cotto, il pangrattato ed il parmigiano. Infarinate le fettine e salatele. In una padella fate scaldare un po’ di olio (gli adepti del burro sono autorizzati ad usare quello ma a casa nostra, il burro è praticamente off limits), mettete le scaloppine a cuocere, bagnate con un goccio di vino bianco che lascerete evaporare. A metà cottura aggiungete le briciole golose : a fine cottura unite il prezzemolo sminuzzato. Servite calde in tavola.





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Panini

Panini di patate


Succede un giorno che tuo marito vada a frequentare un corso di pasticceria napoletana e che da quel giorno entri in fissa per il pane fatto in casa…..ecco  tutto questo è successo a casa nostra: visto che la mia dolce metà è un grande appassionato di dolci, gli avevo regalato un corso di pasticceria napoletana con il fine dichiarato di poter, un giorno, gustare, a domicilio, le delizie di Sorrento…..ma di dolci napoletani a casa nostra non c’è mai stata traccia; in compenso, però, da quella lezione, gli è scoppiata un’altra sanissima passione per il pane fatto in casa …..comunque tra tutte le varie sperimentazioni di panificazione, questi panini di patate sono un compromesso tra me e lui: lui voleva fare il pane ed io avevo queste patate bollite che volevo assolutamente far fuori…..complice la Nanetta, ci siamo tutti e tre messi all’opera: io a schiacciare le patate, lui  ad impastare e la Nanetta che si divertiva a mettere le dita un po’ dappertutto. Questi panini di patate sono risultati buonissimi: croccanti fuori e morbidi dentro, tanto che la  Nanetta li ha subito adottati come base per la sua merenda di home-made marmellata.
Ingredienti: 700 gr di farina1 cubetto di lievito di birra2 cucchiaini di zucchero350 gr di patate lessate e schiacciate2 cucchiaini di sale4 cucchiai di olio evoAcqua calda q.b. (considerate almeno 300 ml)In una terrina sciogliete il lievito di birra con acqua tiepida. Mettete la farina in modo da formare una montagnetta, scavate al centro della montagna e versate lo zucchero, il sale, l’olio e le patate schiacciate. Lavorate il tutto aggiungendo, poco alla volta, l’acqua calda in cui avrete sciolto il lievito. Continuate a lavorare l’impasto in modo da amalgamare tutti gli ingredienti e da ottenere una palla omogenea. Mettete la palla in un’insalatiera, copritela con uno strofinaccio e ponetela vicino ad una fonte di calore: io ho messo il tutto semplicemente su di una sedia accanto al termosifone. Lasciate lievitare per un’oretta almeno. Poi prendete il vostro impasto e lavoratelo nuovamente dandogli la forma che desiderate: noi abbiamo fatto dei paninetti che abbiamo disposto sulla teglia. Lasciate i panini lievitare sulla teglia ancora una mezz’ora poi infornate a 170° nel forno ventilato per 45 minuti circa: durante la cottura, almeno una volta, bagnate i panini con dell’acqua tiepida oppure del latte,  ultimate la cottura e lasciate raffreddare prima di consumare.    
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Pasta

Lasagne alla crema di funghi


 Uno dei ricordi più vividi che abbiamo io e mia sorella di quando eravamo piccole, sono i famosi cannelloni all’etrusca di nostra mamma…… 20 e passa anni fa i cannelloni erano di gran moda, poi poverelli, sono caduti in disgrazia; a casa nostra, abbiamo conosciuto l’era delle crespelle, mentre da qualche anno a questa parte sono ritornate di moda le lasagne, che tutte le riviste di cucina propongono in migliaia di modi e che io ho sempre considerato un evergreen della cucina, un po’ come le Superga (che periodicamente riemergono dal dimenticatoio) oppure i leggings che negli anni ’80 tutti chiamavano fuseaux (anzi non so se vi ricordate che sulle bancarelle del mercato, c’era scritto “fuson” invece di fuseaux….). Insomma ‘sti benedetti cannelloni all’etrusca erano dei cannelloni ripieni di una crema di besciamella e funghi con qualche bastoncino di prosciutto cotto ed un’abbondante manciata di groviera. Ora qualche giorno fa in piena crisi di mammite (preciso che per una volta ero io ad avere un attacco di mammite acuta e non la Nanetta), ho deciso di rifare questa ricetta, arricchendola però con quello che avevo in dispensa: mi rimaneva infatti un sacchettino di finferli secchi che avevo comperato l’estate scorsa in Trentino, in freezer avevo dei chiodini dell’orto e dei porcini freschi congelati, mentre nel frigorifero giaceva sconsolata una vaschetta di champignon de Paris….che fare con queste 4 varietà di funghi se non delle lasagne all’etrusca rivedute e corrette? Eccovi la ricetta della mia mamma alla maniera di Serena e di Quaderni Golosi J.

Ingredienti250 gr di funghi champignon200 gr di chiodini30 gr di finferli secchi90 gr di porcini100 gr di grovieraBastoncini di prosciutto cotto q.b.Sfoglia all’uovo q.b.Olio evo q.b.1 spicchio di aglioPrezzemolo q.b.
Parmigiano grattato q.b.
Mozzarella grattata q.b.Per la besciamella, la ricetta la trovate quiMettete dell’acqua calda in una ciotolina ed unite i finferli: dovrete farli rinvenire per una mezz’ora almeno.Pulite i funghi champignon e tagliateli a pezzi. In una padella scaldate l’olio, unite lo spicchio d’aglio e poi unite i funghi: champignon, chiodini, porcini e finferli strizzati. Lasciate cuocere a fuoco vivace per 10 minuti almeno. A fine cottura cospargete di prezzemolo. Nel frattempo preparate una besciamella abbastanza liquida.Nel frullatore versate i funghi, frullateli bene e poi unite la besciamella:  otterrete una cremina densa. Versate questa crema in un’insalatiera ed unite anche i bastoncini di prosciutto cotto.Nella pirofila cominciate a fare gli strati: un sottile strato di olio sul fondo, la sfoglia, poi la crema di funghi, una generosa manciata di groviera. Cospargete la lasagna con del parmigiano e della mozzarella grattata.Mettete in forno a 200° per 30 minuti circa. Mangiate calda.
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Crumble di zucca e formaggio di malga


Prometto che questa è l’ultima ricetta di zucca che vi propongo per quest’inverno, ma con il freddo dei giorni scorsi non ho resistito alla tentazione di prepararmi un piatto che mi riscaldasse il corpo e la mente e questo crumble mi è sembrata la giusta risposta al mio stato d’animo. Adesso sembra che l’ondata di freddo si sia allontanata, anche se parlare di primavera mi sembra decisamente prematuro. Vi lascio questa ricetta corposa che potrebbe riscaldarvi nel caso in cui il freddo tornasse a fare capolino.  
Ingredienti per 6 persone850 gr di zucca
150 g di formaggio di malga stagionato e grattato (io ho utilizzato un Vezzena, aromatico e saporito)
1 cipolla piccola
2 foglie di salvia
2 cucchiai di panna
40 gr di farina
60 gr di burro
sale q.b.Riscaldate il forno a 180°. Sbucciate la zucca e tagliatela a grossi cubi. Sminuzzate la cipolla e le foglie di salvia. Disponete il tutto in una pirofila, aggiungendo un goccio d’acqua. Mettete la pirofila in forno per 45 minuti circa a 180°: la zucca dovrà essere morbida e schiacciarsi con una forchetta.Durante la cottura della zucca, preparate il crumble : mescolate con le dita la farina ed il burro tagliato a tocchetti, poi aggiungete 60 gr di formaggio grattato e continuate a mescolare con le dita. Tirate fuori la pirofila dal forno, schiacciate la zucca, aggiungete al composto la panna ed il resto del formaggio grattato. Ripartite il crumble sulla zucca e rimettete in forno a 180° per 30 minuti circa sino a quando non si sia formata una crosta dorata. Servite tiepido.
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Dolci

Cake cioccolato, moscato e pistacchi


L’anno scorso per San Valentino vi avevo proposto un cake ai Baci Perugina e visto che per me il cioccolato è indissolubilmente legato all’amore, quest’anno eccomi con un altro cake sempre al cioccolato realizzato però con della cioccolata di Modica, del moscato e dei pistacchi siciliani….adoro la cioccolata di Modica, la utilizzo sempre quando voglio preparare delle bevande cremose, capaci di sprigionare un aroma di cioccolato intenso, avvolgente, unico. L’accostamento del cioccolato al Moscato ed ai pistacchi è un omaggio alla Sicilia, una terra che amo moltissimo e dalla quale provengono molti dei miei migliori amici. Ultima avvertenza: questa ricetta non è per i bambini, l’ho fatta per mio marito ed una volta tanto alla Nanetta ho dato da mangiare una semplice barretta di cioccolata ;-))))) Buon San Valentino a tutti quelli che lo festeggiano!
Ingredienti110 gr di burro100 gr di cioccolato fondente di Modica100 gr di zucchero 3 uova200 gr di farina80 gr di pistacchi sminuzzati½ bustina di lievito per dolciMoscato q.b.1 cucchiaio di acqua
Tagliate il cioccolato in pezzi, mettetelo in una casseruola con un goccio d’acqua e fatelo sciogliere a fuoco bassissimo. In una terrina, mescolate 100 gr di burro morbido e lo zucchero sino ad ottenere un composto cremoso. Incorporate il cioccolato fuso poi le uova, una alla volta. Aggiungete la farina ed il lievito, poi due dita di vino moscato ed i pistacchi sminuzzati. Versate il composto in uno stampo per cake e mettete nel forno caldo a 180° per 45 minuti circa. Prima di consumarlo, lasciatelo raffreddare.

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Pasta

Fusilli di farro con scarola, uvetta, pinoli e capperi


Youppiiiii, la Nanetta è uscita dall’ospedale ed il weekend appena trascorso è stato all’insegna del ritrovarsi, delle coccole, dei teneri caldi abbracci e dello spirito di famiglia. Vi ringrazio per tutti i messaggi che in mille modi e attraverso mille canali mi avete fatto pervenire ed anche se la piccola non è guarita completamente, il solo fatto di averla nuovamente in casa, ci reso enormemente felici……
Quella di oggi è una ricetta vegetariana, anzi vegana, una ricetta che prevede l’utilizzo di un cereale antico, oggi molto rivalutato, il farro. E’ un po’ di tempo che, nell’acquistare la pasta ho deciso di variare, spaziando dal farro, al kamut, passando per il mais, l’avena ed il riso…..devo essere sincera: tutti questi esperimenti mi hanno soddisfatta pienamente; lo confesso, ero partita abbastanza reticente e mi dicevo che la pasta di grano duro è imbattibile, ho dovuto ricredermi, tutti questi tipi di paste “diverse” sono buoni tanto quanto la più tradizionale pasta di grano duro…….Chiacchierando poi qualche settimana fa con la mia amica Alessandra, wonder-mum di 3 bambini dai 4 ai 9 anni, mi  raccontava del corso di cucina naturista che sta seguendo e delle fantastiche ricette che ogni volta prepara….ed è così che mi ha dato lo spunto per questa ricetta vegana che ho sperimentato con entusiasmo e con successo.


Ingredienti200 gr di fusilli
200 gr di scarola
1 cucchiaio di uvetta sultanina
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di capperi
1 spicchio d’aglio
olio evo q.b.
grana grattato (facoltativo)
Prendete un basco di scarola e privatelo delle foglie esterne, quelle più larghe, lavatele, asciugatele e tagliatele a listarelle. Mettete l’uvetta in una ciotola con l’acqua calda una ventina di minuti, poi strizzatela. Sciacquate i capperi dal sale. In una padella scaldate un filo di olio, unite lo spicchio d’aglio, fatelo rosolare, poi aggiungete l’uvetta, i capperi ed i pinoli, fate cuocere il tutto 3-4 minuti, aggiungete la scarola e proseguite la cottura per altri 5 minuti. Nel frattempo fate cuocere i fusilli: io ho comperato dei fusilli di farro bio a marchio Alce Nero, ora sulla busta c’era indicato come tempo di cottura 7 minuti, ma dopo 9 minuti i fusilli erano ancora durissimi (e si che a me piace la pasta al dente….), insomma per farvela breve li ho fatti cuocere 12 minuti….Scolateli ed uniteli all’intingolo preparato. A questo punto io li ho mangiati senza parmigiano, quindi ricetta 100% vegana mentre mio marito li ha spolverati con del grana: ho assaggiato anche i suoi ma per una volta ho preferito la pasta senza formaggio grattugiato!
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Dolci

Le frappe di Gianna


Non sono scomparsa….è solo che sono stata sommersa dagli eventi: tra l’ospedale, la Nanetta, il lavoro e la casa, in questi giorni mi risulta difficile dedicarmi al mio blog……grazie a tutti per i messaggi e le mail che mi sono arrivate in cui ci dimostrate il vostro affetto: scalda il cuore e fa veramente piacere sapere che la rete non è solo quella virtuale, ma ne esiste una che è pure reale.

Ora in tutta questa cavalcata affannosa, ho trovato il tempo per postarvi questa ricetta, tipica di Carnevale. Se c’è una cosa che amo del Carnevale sono le frappe di Gianna che arrivano puntuali a casa nostra non appena inizia il mese di febbraio. Chi è Gianna?…Domanda semplice, semplice: è mia suocera di cui avete probabilmente già letto qualcosa perché l’ho menzionata in una ricetta, il risotto con salsiccia alla mantovana, che vi avevo proposto lo scorso anno.  Nonna Gianna ha l’abitudine golosa di preparare le chiacchiere (lei le chiama così, per me sono le frappe) per se e per tutta la famiglia non appena incomincia il mese di febbraio: le sue frappe sono leggere, friabili, croccanti ed assomigliano un po’ alle ciliegie…..una tira l’altra e così va a finire che un vassoio di frappe sparisca in men che non si dica: anche la Nanetta ha imparato ad apprezzarle! Io vi propongo la sua ricetta che non ho modificato neppure di una virgola perché quello che è buono di suo, va lasciato così com’è. Buon Carnevale a tutti!
500 gr di farina 0050 gr di burro2 cucchiai di zucchero2 uova1 pizzico di sale2 cucchiai di grappaBuccia di limone grattata q.b.Olio arachidi q.b.Zucchero a velo q.b.Impastate tutti gli ingredienti unendoli uno ad uno: dovrete ottenere una palla non troppo solida, se vedete che il composto è troppo asciutto aggiungete un goccio di vino bianco. Impastate bene il tutto, poi utilizzate la mitica macchina Imperia per tirare le strisce che dovranno essere molto sottili: immergete le strisce nell’olio bollente per un paio di minuti, tiratele fuori e adagiatele su di uno scottex per far assorbire l’olio in eccesso, spolverate con dello zucchero a velo.
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