Archivio Mensile

luglio 2011

Riso

Risotto fiori di zucca e ricotta al forno


E’ da un po’ che non vi propongo una ricetta a base di riso e la settimana scorsa, dopo che sul tavolo della cucina mi è letteralmente piovuto un cesto di fiori di zucca enormi e dall’aspetto invitante, mi sono detta che forse potevo farci un bel risottino……Ma cosa abbinare ai fiori di zucca visto che hanno un sapore talmente delicato che un abbinamento con un alimento dal sapore troppo pronunciato rischia di cancellarne il gusto? Mi è venuto in mente che in frigo avevo un pezzo di ricotta al forno che mi hanno portato dalla Sicilia, ma che ho visto anche nei supermercati. Diversamente dalla ricotta salata, ottima nella pasta alla Norma, la ricotta al forno è molto delicata: assomiglia alla ricotta ma con un po’ di sale e con una consistenza evidentemente diversa. Ho cucinato questo risotto mescolando le verdure da crude e il risultato è stato sorprendente: un risotto delicato, leggero, con le verdure rimaste ancora croccanti, che non si sono disciolte nel risotto.


Ingredienti per due persone+ Nanetta250 gr di riso Carnaroli
1 zucchina di medie dimensioni
20 fiori di zucca
½ cipolla
1 lt di brodo vegetale
30 gr di ricotta  al forno
una manciata di parmigiano grattugiato
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
Tagliate la zucchina a rondelle, pulite i fiori di zucca e privateli del pistillo, poi apriteli in due.
Affettate la cipolla e mettetela in una pentola con l’olio già caldo: fatela dorare, quando è dorata, cominciate con l’aggiungere il riso, poi il brodo, poi le zucchine. Continuate con la normale cottura del risotto, aggiungendo di tanto in tanto un mestolo di brodo: a metà cottura circa, mettete i fiori di zucca pochi alla volta, in modo che appassiscano dolcemente. Ultimata la cottura- calcolate per il carnaroli almeno 18-20 minuti- spegnete ed aggiungete la ricotta al forno grattata e la manciata di parmigiano. Aggiustate di sale e di pepe, mescolate bene e servite caldo.

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Libri

Festa delle Albicocche e del Marmo

Credits: Laas info
Se tra il 5 ed il 7 agosto siete dalle parti di Lasa, in Val Venosta (BZ), fate un salto alla Festa del Marmo e delle Albicocche. Famosa per la bellezza del paesaggio e le mele, la Val Venosta presenta anche due tipicità d’eccellenza: le albicocche venostane ed il marmo di Lasa, alle quali dedica una manifestazione tutta da gustare che si svolge nel primo weekend di agosto.Credits: Laas infoL’Albicocca Venostana cresce in un microclima particolare: ha infatti bisogno di molto sole, di poche precipitazioni, di aria asciutta e di forti escursioni termiche…..questi ingredienti, assieme ai terreni sabbiosi di montagna, fanno della Val Venosta il territorio ideale per la coltivazione delle albicocche, tra le quali spicca la varietà locale che si contraddistingue per gusto e profumo inconfondibili. Credits: Laas infoL’albicocca della Val Venosta, una volta giunta a maturazione, si conserva per pochi giorni: è per questo motivo che viene venduta solo a livello regionale dall’Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta www.vip.coop.
Dal 5 al 7 agosto Lasa sarà animata da tantissime opportunità di divertimento e di svago, con la possibilità di scoprire, degustare ed acquistare prelibatezze a base di albicocche e altri prodotti venostani.
Per i bambini è prevista anche una Samba dell’albicocca e a tutti verranno offerti dolci di albicocche.
Se volete saperne di più, andate sul sito www.laas.info e se volete muovermi evitando il traffico, approfittate della linea ferroviaria venostana!
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Insalate

Insalata di ananas, cuori di palma e salmone


Qualche tempo io e mio marito ci siamo presi una serata off, abbiamo lasciato la Nanetta alla nonna e siamo andati a fare un aperitivo a Milano in un locale piuttosto “branché”, alla moda….Tra i vari piatti proposti c’era questa insalata che ci è subito piaciuta perché abbina il dolce della frutta, nel caso specifico l’ananas, al salato del salmone ed il contrasto è sicuramente piacevole al palato. Sul mio inseparabile quadernino Moleskine, mi sono subito appuntata gli ingredienti ed ho provato a rifarla seguendo un po’ i ricordi ed aggiungendo, com’è normale che sia, il mio personale tocco: provatela e sappiatemi dire!


Ingredienti per due persone1 piccolo basco  di lattuga8 cuori di palma4 fette grosse di ananas fresco150 gr di salmone affumicatosale, pepe, succo di limone, olio evo e glassa balsamica q.b.
Tagliete la lattuga a strisce sottili; affettate a rondelle i cuori di palma; da un ananas fresco ricavate 4 fette che poi ridurrete a dadini; tagliate a fettine sottili 150 gr di salmone affumicato: mettete tutti questi ingredienti in una capace insalatiera.
In una ciotola mescolate, sino a ridurre ad emulsione, l’olio evo, il limone, il sale, il pepe e la glassa balsamica. Condite l’insalata con questa emulsione, mescolate bene e servite.

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Bevande

Gazpacho di melone


Oramai l’avrete capito: il melone mi piace in tutte le salse e dopo che ho scoperto che si abbina benissimo ad alimenti salati, ogni settimana sperimento ricette nuove sempre a base di questo delizioso frutto arancione. La ricetta di oggi è un omaggio ad una famosissima preparazione, il gazpacho, che però io non utilizzo molto perché non riesco a digerire il cetriolo ed il peperone: l’accostamento dei due, in una sola ricetta, diventa per il mio povero stomaco micidiale, però il concetto alla base del gazpacho mi piace molto, mi piace soprattutto l’idea di una bevanda a base di frutta e/o verdura salata e quindi adatta per il rito dell’aperitivo.
Ed è stato così che mi sono imbattuta su questa ricetta, scovata su di un sito francese ;-))))) L’ho sperimentata un paio di volte la settimana scorsa e mi è piaciuta molto……ognuno poi troverà il suo equilibrio in questo gazpacho perché c’è a chi piace più salato, più piccante, più corposo: starà a voi aggiungere quel pizzico in più di sale, di paprika o di pane in cassetta!
Buon aperitivo a tutti anche se è mattina e la settimana è appena incominciata!


Ingredienti500 gr di melone maturo  1 fetta di pane in cassetta1 cucchiaio almeno di olio d’oliva 1 cucchiaio di aceto bianco ½ cucchiaino di paprika sale e pepe q.b.1sale, pepe
Togliete la crosta al pane in cassetta e tagliatelo a cubetti. Tagliate il melone in due e svuotatelo dei semi: tagliate a dadini 500 gr di polpa. Con il melone che vi resta, fate delle piccole sfere che utilizzerete per decorare il gazpacho. Nel mixer mettete il pane in cassetta, l’olio evo, l’aceto : fate andare il mixer in modo da ottenere un composto molto liquido. Aggiungete il sale, il pepe e la paprika. Versate il gazpacho nei bicchieri oppure in una caraffa e lasciate raffreddare in frigo per 4 ore almeno. Al momento di servirlo, rigorosamente freddo, aggiungete le biglie di melone.
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Verdure

Sformato di zucchine e ricotta


Da circa due mesi oramai, sulla nostra tavola, le zucchine dell’orto non mancano mai: zucchine saltate in padella, al vapore, in omelette, pasta e/o risotto con le zucchine……a me ancora non sono venute a noia (c’è da dire che io nutro una passione anormale per questa verdura) però la Nanetta ogni tanto da segni di cedimento ed allora devo inventarmi qualche ricetta gustosa, adatta a lei e soprattutto sana che mi consenta di camuffare le zucchine, proponendole sotto un’altra veste, tali da rendergliele appetibili….ecco, lo sformatino di zucchine e ricotta assolve perfettamente il suo scopo. Il sapore delle zucchine si mescola a quello della ricotta e del formaggio grattato ed il trucco riesce perfettamente……inoltre la quantità di zucchine impiegata per questo sformatino è di un kilo circa, quindi anche una porzione piccola contiene il suo buon apporto di verdura. 


Ingredienti per 6/8 persone1 kg di zucchine da pulire 1 cipolla di media grandezza200 gr di ricotta di pecora (in alternativa di mucca)3 uova40 gr di parmigiano grattato (se usate la ricotta di mucca, allora invece del parmigiano, utilizzate il pecorino)2 cucchiai di farinaolio evo q.b.1 grattata di noce moscatasale e pepe q.b.


Lavate le zucchine ed asciugatele, privatele delle estremità e tagliatele a rondelle. Affettate la cipolla: in una padella mettete dell’olio sino a ricoprire il fondo, scaldatelo e poi gettate le zucchine. Quando cominciano ad essere dorate, aggiungete le zucchine e lasciatele cuocere: ci vorranno almeno 25-30 minuti perché siano cotte. Nel frattempo lavorate in una terrina la ricotta affinché diventi cremosa, condite con una generosa quantità di noce moscata grattugiata. In un’altra ciotola, sbattete le uova, aggiustate di sale e pepe ed unitele alla ricotta. Grattugiate il parmigiano/pecorino in funzione del tipo di ricotta che avrete utilizzato. Nel mixer mettete innanzitutto le zucchine (lasciate una decina di zucchine da parte: vi serviranno per la decorazione dello sformato), fate girare, poi aggiungete il composto ricotta-uova ed infine il parmigiano grattato.
Lo sformato avrà la forma che voi deciderete di dare: potete utilizzare una pirofila, tonda od ovale, una tortiera oppure, come nel mio caso, uno stampo per cake. Indipendentemente da quello che userete, ungete lo stampo con l’olio e versate la farina, dovrete andare a rivestire il fondo. Versate il composto ed mettete in forno a 180° per 45 minuti circa. Tiratelo fuori dal forno, lasciatelo raffreddare un poco, poi con delicatezza toglietelo dal suo stampo e decoratelo con le zucchine restanti. Servite lo sformato tiepido: è ottimo, riscaldato, anche il giorno dopo.

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Pasta

Bigoli con vongole, asparagi e bottarga


Dopo due settimane di relax assoluto al mare, ho fatto una puntatina in montagna a lasciare la Nanetta dai nonni romani. Ne ho approfittato per trascorrere anch’io qualche giorno al fresco a contatto con la natura.
Mai mi sarei aspettata di trovare, sulle Dolomiti, un ristorante che proponeva molti piatti a base di pesce: curiosando tra quelli presenti nella carta, questa ricetta ha immediatamente attirato la mia attenzione perché sono un’amante degli asparagi, oltre ad adorare il pesce. Quindi senza neppure averli assaggiati, e traendo spunto solo dal nome del piatto letto su di un menù, ho provato a realizzare questa ricetta. Che dire…..buoni, buonissimi, sani ed equilibrati nei sapori. Da rifare in un futuro prossimo e da consigliare!


Ingredienti per due persone250 gr di bigoli freschi all’uovo6 asparagi già puliti700 gr di vongole grandi½ cipolla bianca bottarga grattugiata q.b. (io ho usato quella di pesce spada)olio evo q.b.sale q.b.1 goccio di vino bianco
Mettete le vongole a “spurgare” nell’acqua salata: lasciatecele almeno 4 ore, se riuscite anche una notte intera.
Tagliate gli asparagi a cubetti della grandezza di 2-3 cm. Tagliate finemente la cipolla. In un tegame mettete l’olio, quando è caldo aggiungete la cipolla e lasciate dorare un paio di minuti. Versate poi gli asparagi e cuoceteli per 4-5 minuti, devo rimanere un po’ duretti. Versate poi le vongole, dopo averle sciacquate e sgocciolate: aggiungete un goccio di vino bianco secco. Alzate il fuoco e cuocete per 3-4 minuti il tutto.
Cuocete i bigoli: quelli freschi all’uovo hanno un tempo di cottura sugli 8 minuti. Nel frattempo grattate la bottarga a parte. Scolate i bigoli, mescolateli bene all’intingolo asparagi-vongole ed aggiungete la bottarga grattugiata. Servite in tavola caldi caldi.
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News

Agrinido? Si grazie!

Credits: Coldiretti Lombardia
Quando ho letto la notizia qualche giorno fa mi è sembrata un’iniziativa interessante e degna di essere segnalata: è nato nel comune di Boschetto, in provincia di Cremona, Piccoli Frutti, il primo agrinido di Coldiretti in Lombardia.Credits: Coldiretti Lombardia
In un antico fienile completamente ristrutturato e immerso nel verde, è stata creata una struttura familiare, amica dell’ambiente, dove i piccoli, dai 12 mesi sino ai 3 anni, potranno giocare all’aria aperta, a contatto con piante ed animali, gustando merende e colazioni a km0, stagionali e prodotte all’interno dell’azienda stessa.Credits: Coldiretti Lombardia
Se si va un po’ ad esplorare la filosofia degli agrinido, si capisce che queste strutture nascono all’interno di aziende agricole e si basano su di un’idea elementare ma vincente: far crescere i bambini a contatto con l’ambiente, attraverso attività legate ai cicli della natura, come la semina o la cura di piccole piantine. È questo l’elemento pedagogico e didattico che li contraddistingue dai nidi tradizionali.
Gianna e Giacomo, gestori dell’agrinido di Boschetto,  spiegano  che la loro scelta nasce proprio dalla convinzione che il contesto agricolo abbia tantissimo da offrire in termini di scoperta e di potenzialità educativa. Gli agrinido costituiscono un altro tassello di quel percorso educativo che punta alla conoscenza dell’ambiente rurale che Coldiretti porta avanti anche attraverso la rete delle fattorie didattiche.
E allora benvenuti agrinido!
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Verdure

Pomodorini canditi ai semi di finocchio


E anche i pomodori dell’orto sono arrivati sulla mia tavola: prima di partire per le vacanze non erano ancora pronti ma sono bastati quei giorni di caldo torrido ed afa per compiere il miracolo della maturazione. E allora benvenuti datterini, ciliegini, cuori di bue, kumato, san marzano, insomma un’orgia di licopene che, secondo gli ultimi studi medici, sarebbero un validissimo anti invecchiamento…..Oddio forse del licopene ne ho bisogno solo io, certo la Nanetta proprio no!

Comunque ho ripreso a fare i datterini canditi con semi di finocchio che riscuotono sempre un grande successo. Prepararli è semplicissimo: prendete i datterini (la quantità la decidete voi: nel mio caso la quantità è in funzione delle teglie che ho a disposizione), lavateli bene e tagliateli in due nel senso della lunghezza. Disponeteli ordinatamente su di una teglia da forno, irrorateli con un filo di olio, sale, pepe, un pizzico di zucchero ed i semi di finocchio: metteteli in forno a 160° per almeno un’ora e un quarto, insomma dimenticateveli nel forno. Quando vedrete che avranno cominciato ad accartocciarsi, li tirate fuori. Consumateli tiepidi o a temperatura ambiente, mai caldi. In  un tupperware di vetro si conservano qualche giorno in frigorifero. Vi do anche qualche suggerimento di utilizzo: io li uso molto nelle insalate estive al posto dei pomodori freschi, oppure ci faccio un couscous semplice ma d’effetto. Faccio bollire l’acqua, butto la semola, si gonfia e poi la condisco con questi pomodorini canditi, volendo potete metterci anche dei dadini di feta. Li uso anche come condimento sulla bruschetta o come ingredienti per farcire una piadina: stracchino e pomodori canditi……provateli, sono veramente buonissimi. Un’ultimissima cosa: potete anche utilizzare i pachino per questa ricetta, io preferisco i datterini perché sono più dolci.
Buona settimana a tutti!
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Dolci

Amarene candite casalinghe


Sono anni che la mia amica Luciana mi regala, ogni volta che vado a trovarla, un barattolo di marmellata di amarene ed uno di amarene candite: sono la sua specialità e devo riconoscere che le riescono particolarmente bene. Con tutto il rispetto per la celeberrima Amarena Fabbri, le amarene candite di Luciana sono un’altra cosa e n’ont rien à voir con quelle industriali: non rimangono eccessivamente dolci, le posso utilizzare, oltre che sul gelato, anche nella preparazione di dolci oppure sul pandoro come alternativa alla tradizionale e più calorica crema di mascarpone,  ed una volta aperte, si conservano in frigorifero per più di un mese.  Ora io ingenuamente pensavo a chissà quali procedimenti utilizzasse Luciana per produrre le sue amarene ed invece mi ha spiegato la ricetta, che poi è quella della sua mamma, ed è semplicissima.
Quindi quest’anno, complice mio suocero che mi ha regalato un bel cesto di amarene dell’orto, ho voluto cimentarmi anch’io in questo esperimento……Ho tolto il picciolo delle amarene, le ho lavate bene sotto l’acqua, le ho lasciate a scolare in uno scolapasta, le ho asciugate e poi ho cominciato  a disporle in un ampio barattolo di vetro alternando strati di amarene a strati di zucchero bianco, cercando di non lasciare interstizi o spazi vuoti.
Una volta riempito tutto il barattolo, lo mettete in cantina, al buio, e ve lo dimenticate per 6 mesi. In tutto questo tempo lo zucchero avrà modo di sciogliersi e, grazie al succo delle amarene, di trasformarsi in delizioso sciroppo………..e le amarene avranno il tempo di candirsi.
Golosi astenersi……
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