Archivio Mensile

dicembre 2014

Verdure

Di castagne, mele e fichi secchi




E per augurarvi di passare un sereno Natale oggi vi propongo una ricetta di contorno dal sapore decisamente festivo…..in realtà avevo assaggiato questa ricetta diverse volte quando vivevo in Francia e ne avevo trovato una versione surgelata anche da Picard. L’ho rifatta ultimamente: avevo degli amici a pranzo ed avevo preparato per loro un bel brasato con della polenta taragna come contorno; volevo però presentare un altro piatto, diverso dal solito, che si sposasse bene con il gusto deciso del brasato. 



Ho optato per questo contorno dolce e salato al tempo stesso, a base di castagne e fichi morbidi e di mele e con tante tante spezie:  superata la naturale incertezza dinanzi a qualcosa di nuovo e dopo averlo assaggiato, i miei amici se lo sono divorato e mi hanno chiesto pure la ricetta!Io aggiungo sempre molta scorza di arancia grattugiata mentre sono più cauta nell’utilizzo eccessivo delle spezie, ma questa ricetta, come molte altre, si può veramente personalizzare in funzione dei proprio gusti.Non mi resta che augurarvi di passare un sereno Natale circondato dall’affetto dei vostri cari: quanto a me vi saluto e mi metto in macchina….il Natale 2014 sarà un Natale romano!A presto ed ancora auguri!
Ingredienti per due persone120 gr di castagne bollite o al vapore (io utilizzo le castagne morbide a marchio Noberasco oppure delle castagne già bollite e pulite che compero surgelate)1 mela di medie dimensioni80 gr di fichi secchi morbidi1 cucchiaino di cannellanoce moscata grattugiata q.b.chiodi di garofano in polvere q.b.zenzero grattugiato q.b.scorza arancia bio grattugiata20 gr di burrosale e pepe q.b.
Tagliate a dadini le castagne, le mele ed i fichi secchi: in una casseruola scaldate il burro, aggiungete le castagne, le mele, i fichi, unite le spezie e la scorza dell’arancia e lasciate cuocere a fuoco basso per una decina di minuti, aggiungendo un po’ di acqua se il composto risulta troppo secco. Aggiustate di sale e di pepe e servite come accompagnamento ad un piatto di carne.
Buon Natale!
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Libri

Il club dei cuochi segreti



Qualche settimana fa nel proporvi una  ricetta a base di polenta vi avevo parlato a lungo di quanto quel piatto mi ricordasse la mia nonna paterna e di come una semplice preparazione possa evocare, a volte, momenti magici dell’infanzia trascorsi con i nonni. Quando mi è capitato tra le mani questo piccolo libro,  Il club dei cuochi segreti, di Editoriale Scienza, ho subito pensato che il fatto di ricordare dei momenti dell’infanzia passati insieme ai nonni e di associarli al cibo ed alla sua preparazione, doveva essere un’idea presente e condivisa da molti, comprese le due autrici del libro Emanuela Bussolati e Federica Buglioni.






Ho cominciato a sfogliare ed a leggere il libro insieme alla Nanetta: mentre la sua attenzione è stata subito attirata dai disegni, dalle illustrazione e dalla storia; io mi sono soffermata sulle ricette proposte nel libro…..
Il club dei cuochi segreti è la storia di un bambino, Luca, che ama trascorrere le vacanze in campagna da nonna Lu e nonno Leo. Luca e i suoi cugini Mimma, Federico e Pepe si avventurano per prati e boschi, imparano a raccogliere erbe e frutti selvatici, a curare l’orto, a cucinare, ma anche a riconoscere i pericoli, ad arrampicarsi sugli alberi e a dormire all’aperto nel sacco a pelo.
Ogni stagione è scandita dalle esperienze che Luca ed i suo cugini accumulano, ma anche dalle ricette di nonna Lu. In primavera troviamo il risotto con le ortiche e l’insalata di fiori spontanei; in estate la cucina si arricchisce del pane con semi di girasole e delle friselle al pomodoro; in autunno compaiono gli gnocchi di castagne mentre in inverno le patate si fanno cuocere sotto la cenere del cenere e si preparano i biscotti di Natale.
L’obiettivo è quello di far capire ai bambini che il rapporto tra noi e il buon cibo è prima di tutto un rapporto tra noi e la natura ed in tal senso il libro intende proporre un approccio “fisico” al cibo, fatto di attività, avventure, convivialità e uso dei cinque sensi. 
Sono sempre più convinta che le corrette abitudini alimentari si costruiscano in famiglia attraverso i legami di affetto e questo libro me l’ha confermato! E se volete seguire anche i tutorial andate su Youtube seguendo questo link! Buona lettura a tutti!

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Riso

Risotto zucca e amaretti


Non c’è niente da fare…..quest’anno proprio non riesco a sentire lo spirito del Natale! Ho provato di tutto: ho fatto l’albero ed il presepe con largo anticipo, ho sparso decorazioni a tema in tutta la casa, ho appeso il calendario dell’Avvento per la Nanetta, ho scritto insieme a Lei la lettera a Babbo Natale, ho portato la Nanetta allo spettacolo di Natale, ho visitato mercatini ma nulla……..non ho la predisposizione d’animo al Natale……






……sarà forse che è stato un anno pesante per me sotto tanti punti di vista, sarà perché lavorerò anche il prossimo weekend (sono stata cooptata per fare l’inventario :-(((( ), sarà che il freddo, quello vero, ancora non è arrivato ma quest’anno, ahimé, Babbo Natale non mi vedrà tra i suoi sostenitori…..va da sé che sono completamente assenti dalla mia cucina tutti quei dolcetti o sfizi che di solito preparavo per il Natale…..in compenso però sto cucinando riso ad un ritmo impressionante e questa ricetta è una delle mie ultime creazioni!
Ingredienti
250 gr di riso Carnaroli
250 gr di zucca tagliata a dadini
1 scalogno
una manciata di amaretti sbriciolati
30 gr di gorgonzola
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
olio evo q.b.
vino bianco q.b.
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.
1 piccolo rametto di rosmarino

In una casseruola con un filo d’olio fate appassire lo scalogno tagliato a lamelle, aggiungete la zucca, il rametto di rosmarino, rosolate il tutto e poi cominciate la cottura del risotto, dapprima sfumando il riso con  il vino bianco e poi utilizzando il brodo vegetale. A cottura ultimata mantecate il riso con il gorgonzola fatto a dadini, aggiungete gli amaretti sbriciolati ed il parmigiano. Io ho aggiunto gli amaretti solo alla fine in mdo che restino ancora croccanti sotto il palato. Se li aggiungete prima rischiano di “cuocersi”. Lasciate da parte qualche briciola più grossa di amaretti che andrete ad utilizzare per decorare il risotto. Servite in tavola e mangiate caldo.

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Dolci

Strudel di ricotta, limone ed uvetta


La Nanetta, l’Uomo Goloso e la sottoscritta hanno approfittato dell’unico ponte invernale, quello dell’Immacolata, per concedersi  un weekend coccoloso. Dopo una visita al mercatino di Natale di Merano, ci siamo riposati tanto, abbiamo mangiato ancora di più, abbiamo camminato quel tanto che basta ed abbiamo fatto shopping enogastronomico in vista delle prossime feste. Il tempo, poi, ci ha favorito: lunedì è stato molto freddo (-4 gradi alle 11 di mattina al Passo San Pellegrino) ma il sole splendeva in un cielo terso e senza nuvole…..








….ed è stato proprio durante una delle nostre peregrinazioni che ho assaggiato una variante alla ricotta del tradizionale strudel: inutile dirvi che mi ha subito conquistata e che ho voluto rifarlo non appena rientrata a casa. Quella che trovate è la mia personalissima versione, poi ognuno è libero di aggiungere, togliere e modificare gli ingredienti secondo il proprio personalissimo gusto.
Buon weekend a tutti voi, a me tocca una trasferta a Firenze prima del sospirato fine settimana!


1 rotolo di pasta sfoglia
250 gr di ricotta (preferibilmente di pecora)
80 gr di zucchero
50 gr di uvetta sultanina
3 cucchiai di pangrattato
2 uova
mollica di un panino+ latte q.b.
1 pizzico di sale
la scorza di un limone biologico+ succo di mezzo limone
zucchero a velo q.b.
In una terrina lavorate lo zucchero con i tuorli ed il burro ammorbidito. Bagnate la mollica del panino con il latte poi strizzate bene ed amalgamate insieme alla ricotta. Unite il composto ricotta/mollica allo zucchero con i tuorli ed il burro. Aggiungete l’uvetta, la scorza di limone ed il succo di limone: mescolate bene il tutto. A questo punto aggiungete il pangrattato, io ho aggiunto 3 cucchiai perché utilizzando della ricotta vaccina il composto risultava molto morbido. Montate le chiare a neve ed aggiungetele al composto mescolando delicatamente.
Spalmate il composto sulla sfoglia: richiudete e spennellate la sfoglia con il tuorlo dell’uovo. Infornate a 180° per 35 minuti circa. Una volta tolto dal forno cospargete di zucchero a velo. Lasciate raffreddare prima di consumare. Io l’ho assaporato tutto insieme ad una tazza di thé di Lov Organic (Lov is good) per cui ho una particolare fissazione in questo momento.

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Verdure

Zucca, cipolle di Tropea e aceto balsamico


No, le mie sperimentazioni a base di zucca non sono ancora terminate, anzi sono in piena effervescenza creativa e prossimamente ne vedrete delle belle ma, soprattutto, delle buone……intanto prendete nota di questa ricetta very easy che ho preparato in dieci minuti nel periodo in cui avevo l’acqua in casa ;-(((((


In verità avevo visto una ricetta simile nel piatto di una mia collega di lavoro, l’ho voluta rifare a casa aggiungendo però dell’aceto balsamico che, a mio avviso, si sposa benissimo con la cipolla di Tropea.
Ingredienti per 4 persone400 gr di zucca tagliata
2 cipolle di Tropea
2/3 cucchiai di aceto balsamico
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.

Tagliate la zucca a cubetti, affettate a lamelle la cipolla di Tropea. Irrorate di olio d’oliva una pirofila, versate le verdure tagliate, unite i due cucchiai di aceto balsamico. Aggiungete il sale grosso ed una generosa dose di pepe macinato al momento. Infornate a 180° per 50 minuti almeno. La cipolla dovrà caramellarsi grazie all’aceto balsamico, mentre la zucca assorbirà tutti i profumi ed i sapori della pirofila. Degustate calde!
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Verdure

Calamarata cime di rapa e colatura di alici


Proprio l’altra sera parlavo con l’Uomo Goloso e gli facevo notare com’era cambiata la sua alimentazione da quando ci siamo conosciuti e stiamo insieme. 







Quando ho incontrato l’Uomo Goloso vivevo ancora a Parigi e mi ricordo benissimo che la prima volta che ho cucinato per lui ho preparato una vellutata di potimarron e lardons (ovvero di zucca- il potimarron è una zucca piccola con un piacevolissimo retrogusto di castagna- e i cubetti di pancetta) senza sapere che lui non amava la zucca, o meglio era vissuto credendo di non amare la zucca…..da allora è diventato un fan della zucca, soprattutto del risotto, che io cucino in questo periodo in mille modi……ma dopo la scoperta della zucca, l’altra grande scoperta che mio marito ha fatto in età adulta (sempre meglio tardi che mai penserete voi ;-))))) sono le cime di rapa ed i broccoletti siciliani. 
Sulla nostra tavola invernale non possono mai mancare cime di rapa, broccoli romaneschi, broccoletti siciliani, puntarelle e carciofi naturalmente…….ed ora nell’alimentazione dell’Uomo Goloso le verdure e la frutta sono decisamente più presenti di quanto non lo fossero nel lontano 2006 …..
Tutto questo per dirvi che d’inverno almeno una volta alla settimana preparo, con gioia di tutti, questa pasta con le cime di rapa e la colatura di alici e, quando possibile, della ricotta salata grattugiata al momento.
250 gr di pasta formato calamarata200 gr di cime rapa o in alternativa del broccolo romanesco3 cucchiai di colatura di alici (io utilizzo da sempre la colatura a marchio Delfino Battista ma in commercio se ne trovano diverse) 1 spicchio d’aglioOlio evo q.b.2 cucchiai di ricotta salata grattugiata

Pulite le cime di rapa e sbollentatele per 5-6 minuti. Non buttate l’acqua di cottura perché la utilizzerete per cuocere la pasta. In una padella scaldate l’olio (non lesinate sull’olio perché in questa ricetta ci vuole….) ed aggiungete l’aglio schiacciato. Unite le cime di rapa e la colatura di alici: lasciate rosolare il tutto per 4-5 minuti. Nel frattempo cuocete la pasta, scolatela (lasciando da parte un po’ di acqua di cottura che utilizzerete nel caso in cui la pasta dovesse risultare troppo asciutta), versate la pasta nella padella, mescolate bene il tutto. Cospargete di ricotta salata grattugiata al momento. Io non ho aggiunto volutamente il sale perché tra la colatura di alici e la ricotta salata il piatto risulterà già molto saporito di per sé. 
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