Archivio Mensile

settembre 2011

Dolci

Marmellata di pere, pinot nero e cannella


Questa NON è una ricetta per bambini, ma visto che normalmente i bambini si fanno in due e che anche questi poveri papà contribuiscono, come meglio possono, alla crescita dei pargoli, bisogna pure accontentarli qualche volta! Nel mio caso, mio marito aveva scovato la ricetta nella mia Bibbia delle marmellate (si è sempre lei, Christine Ferber…..) e visto che in casa gironzolavano ancora delle pere dell’orto, qualche settimana fa ho pensato di fargli una sorpresa preparandogli questa marmellata tipicamente da papà ;-)))))
Rispetto alla ricetta indicata da Christine, io ho apportato delle modifiche sostanziali: nella ricetta in realtà si consiglia di utilizzare come addensante, la gelatina di mele del giardino. Ora la gelatina di mele io non l’ho trovata in circolazione ed ho optato per l’impiego delle mele Granny: si proprio quelle dello shampoo Campus alla mela verde che ti veniva voglia di lavarti i capelli due volte al giorno per quell’inconfondibile odore di mela verde che ti avvolgeva…..poi però lo shampoo in questione è sparito misteriosamente dai scaffali ed ho sempre avuto il forte sospetto che fosse stato cancerogeno….insomma per ritornare alla nostra marmellata, io ho usato una mela grossa Granny perché avevo sentito dire che si possono utilizzare come addensanti al posto di Fruttapec e devo dire che il risultato non è male, certo con Fruttapec ci si mette 5 minuti, qui la faccenda è stata un po’ più lunga ed elaborata.
Buon weekend a tutti! E per quanti non saranno alla BlogFest, vi suggerisco di fare un giro sabato o domenica a Bimbinfiera, una delle più grandi manifestazioni destinate ai bimbi in programma questo weekend a Milano al Parco delle Esposizioni di Novegro. Troverete quindicimila metri quadrati dove scoprire le novità di mercato per la  gravidanza, l’allattamento, lo svezzamento, la nanna, la pappa, l’igiene e la cura di mamme e bebè….io farò un giro con la Nanetta anche perché ci sono tante animazioni per i bambini e così la tengo buona per un pomeriggio!  


Ingredienti
1 kg di pere Williams sbucciate oppure 1.3 kg di pere da sbucciare
800 gr di zucchero
il succo di 1 limone
30 cl di pinot nero
1 grossa mela verde tipo Granny
1 bastoncino di cannella
Sbucciate le pere e dividetele in spicchi: in una pentola mescolate le pere, lo zucchero, il succo del limone e la cannella. Portate il composto ad ebollizione e poi versate il tutto in un recipiente capiente, copritelo con un foglio di carta forno e lasciatelo riposare in frigo per una notte.
L’indomani portate nuovamente ad ebollizione il composto avendo cura, però, di aggiungere la mela. Cominciate a schiumare ed aggiungete il pinot. Continuate la cottura per almeno un’altra mezz’ora, eliminando la schiuma e girando delicatamente. Togliete le pere in pezzi e ripartitele nei barattoli. Togliete la cannella. Nella pentola vi rimarrà il succo che dovrete far cuocere ancora 5-10 minuti. Verificatene la consistenza e poi versatelo nei barattoli. Capovolgete i barattoli per 5 minuti.
Io dopo aver fatto la marmellata avevo molto “succo” (in realtà ha più la consistenza solida che liquida) che mi era avanzato: ho messo anche quello nei barattoli e lo uso sul gelato oppure nello yogurt bianco, ma è adattissimo anche sulle crostate, provateci!
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Verdure

Supplì di melanzane di Laura


Ebbene si, anche questa settimana vi prendete una bella ricetta a base di melanzane dell’orto! La strana estate appena trascorsa ha fatto sì che le melanzane ed i peperoni fossero pronti soltanto a settembre inoltrato….ed io che in questa stagione già cucinavo le zucche! E’ proprio vero, signora mia, che non esistono più le mezze stagioni!
La ricetta di oggi me l’ha insegnata la mia amica Laura: anche lei come me, ha vissuto molti anni in Francia, è rientrata in Italia un anno prima di me, e vive a Milano…..insomma Laura è una di quelle amiche che mi sono letteralmente portata dietro……siciliana di origine ma padana di adozione, anche quando entrambe vivevamo a Parigi, preparava questi supplì di melanzane che sono ottimi in ogni momento del pasto, ma forse io dico così perché mi piacciono moltissimo le melanzane.
Vi metto la ricetta, indicandovi le dosi approssimative, poi regolatevi voi. Per due persone+ Nanetta prendete due melanzane di media grandezza viola scuro. Tagliate l’attaccatura e praticate con il coltello delle profonde incisioni nel senso della lunghezza. Fate scaldare l’acqua in una pentola, portatela ad ebollizione, salatela e poi mettete le melanzane a cuocere. Per quanto tempo, vi starete chiedendo? Dipende dalla grandezza delle melanzane. Comunque se infilate una forchetta nella melanzana e sentite che è molto morbida, allora sarà sicuramente cotta. Lasciate scolare le melanzane almeno 4 ore. Io le cucino la sera prima e le lascio nello scolapasta tutta la notte. Quando le recupererete strizzatele leggermente e poi cominciate a smembrarle con le mani: vedrete che la pelle verrà via facilmente. Mettete la polpa in un’insalatiera e mescolatela con l’uovo (1 0 2 uova: anche qui dipende dalla quantità di polpa melanzane che avrete recuperato), il pangrattato, un’idea di aglio (io non l’ho messo perché quando faccio le ricette per mia figlia preferisco evitarlo), sale, pepe, un paio di cucchiai di parmigiano e prezzemolo. Otterrete un composto certamente morbido ma assicuratevi che non sia troppo morbido perché altrimenti non riuscirete a fare i supplì. Mettete nell’incavo di una mano un po’ di composto, all’interno, come per i supplì, aggiungete un pezzetto di caciocavallo ragusano (in alternativa potete utilizzare un provolone saporito), chiudete il supplì con dell’altro composto e fatene una sfera che passerete nel pangrattato…..
A questo punto dovrete operare una scelta tra le più difficili che ci siano: friggere questi deliziosi piccoli supplì dal cuore tenero oppure metterli nel forno a 170° per 20-25 minuti circa con un filo d’olio e chiss’è visto s’è visto…..ehm…..io ho abbracciato la seconda opzione, decisamente più sana ma anche meno appetitosa. Siete grandi ed assolutamente in grado di decidere per il meglio!
Buono sfizio perché questi supplì sono veramente uno sfizio da togliersi!

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Libri

La VegHipWeek!

Credits: Equology
Oggi vi segnalo al volo questa iniziativa che ritengo interessante anche se non sono vegana e neppure vegetariana perché amo troppo il pesce (della carne potrei fare benissimo a meno ma sia la Nanetta che il suo papà sono dei super carnivori stile uomini delle caverne): dopo la Milano Fashion Week e la Social Media Week, dall’1 al 7 ottobre Milano ospiterà la Settimana Vegana, che intende sensibilizzare le persone sull’impatto che le scelte alimentari hanno sull’ambiente e sulla nostra salute e  sfatare il luogo comune che essere vegetariani oppure vegani significhi rinunciare ad una cucina stuzzicante e varia.
La manifestazione è rivolta a tutti, nessuno escluso: ambientalisti, salutisti, oppure semplicemente curiosi che vorrebbero iniziare a fare qualcosa di concreto per un comportamento alimentare sostenibile. Io vi anticipo gli appuntamenti che ho selezionato e che mi sembrano più interessanti:- si parte sabato 1° ottobre alle 15.00 con una conferenza interamente dedicata alla cucina sana ed equilibrata  presso il Design Library (Via Savona 11). Uno dei temi trattati sarà proprio quello dell’alimentazione vegetariana da proporre ai bambini. – martedì 4 a Corsico e mercoledì 5 ottobre a Carugate presso i megastore IKEA, si terrà a partire dalle 18.30 circa, uno show cooking+degustazione della Veg Chef Claudia Biondini, che vi ho già segnalato nel mio blog qualche tempo fa con un’appetitosa ricetta a base di tofu.
Per chi invece vuole cimentarsi in corsi di cucina veg, da lunedì 3 a giovedì 6 ottobre sono previsti degli incontri dalle 19.00 alle 20.30 al The Hub (Via Paolo Sarpi 8) con Veg Chef qualificati (previa iscrizione a info@veghipweek.it).
Lato ristorazione, hanno aderito all’iniziativa il Joia Kitchen dello Chef Pietro Leemann e Al Grande Cerchio di Maria Marangelli. Più interessante l’offerta dei ristoranti tradizionali tra cui KM0-Osteria per Passione (Via Donatello 22) che organizzerà durante la settimana due serata a tema vegan e la Trattoria da Vin (via Pioppette 3) che per tutta la settimana offrirà un gustoso menu di ricette vegane della tradizione toscana: la pasta con le briciole, la pappa al pomodoro, la panzanella oppure le lenticchie e castagne, lo strudel di verdure e fagioli all’uccelletto e per finire  baldino e ciaccia con l’uva.
Per saperne di più fate un giro sul sito www.veghipweek.it e troverete tutte le info!
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Minestre e Zuppe

Vellutata di fagiolini e patate con gocce di pesto!


Yesssss! Ce l‘ho fatta e sono fiera di me! No, non ho vinto una maratona e neppure ho totalizzato 50.000 visitatori del blog, ma più semplicemente sono riuscita, dopo un’estate di tentativi falliti miseramente, a far mangiare i fagiolini alla Nanetta.  Come accade anche a noi adulti, la Nanetta ha le sue preferenze in fatto di alimentazione: adora ad esempio il “ciccio spada”, i pomodori datterini mangiati crudi senza condimento, la frittata con le zucchine, la “cocciolata” (ndr. cioccolata), il  parmigiano…. ma non proponetele i fagiolini perché quelli proprio non le vanno giù…..All’asilo li rifiuta (c’è anche da aggiungere che quelli dell’asilo magari saranno pure congelati e non farebbero impazzire neppure un’erbivora come me), io le ho provate tutte per farle mangiare in fagiolini: cotti al vapore con olio e limone, ripassati in padella con il pomodoro, sotto forma di terrina con pinoli e taaaaaaanto formaggio…..niente niente niente…..la risposta è sempre la stessa: “Mamma no piace, blahhhhhh”……Quando la scorsa settimana le ho preparato questa vellutata l’ho presa un po’ come l’ultima spiaggia; mi dicevo che questo era l’ultimo tentativo che facevo e poi se, per l’ennesima volta avesse rifiutato, allora avrei gettato la spugna…..Però come mamma sentivo il “dovere morale” di provarle tutte…….e quando le ho messo davanti la sua scodella di vellutata di fagiolini e patate (guardandomi bene dal dirle che erano fagiolini naturalmente!) con le sue gocce di pesto ed i suoi crostini e se l’è finita tutta, non ho potuto fare a meno di esclamare: Yesssss, li ha mangiati! La lezione che ho imparato – l’ennesima che mia figlia mi impartisce da quando sono diventata mamma- è sostanzialmente la seguente: voi provate, provate  e riprovate a fargli mangiare quello che non gli piace, il fine giustifica i mezzi, quindi impiegate delle piccole astuzie o dei trucchi e vedrete che un giorno o l’altro cambieranno idea e se la mangeranno ‘sta verdura benedetta J !!!!!!
Ingredienti400 gr fagiolini (io ho usato quelli dell’orto che avevo congelato)450 gr di patateSoffritto (carota, cipolla e sedano)Pesto Olio evoSale q.b.CrostiniParmigiano  Nella pentola a pressione fate scaldare un po’ di olio e fate il soffritto classico. Mettete i fagiolini nella pentola a pressione, lavate e sbucciate le patate, fatele a dadini e mettete anche queste nella pentola a pressione. Lasciate insaporire le verdure per qualche minuto, poi aggiungete l’acqua in modo da ricoprire  appena le verdure, chiudete la pentola a pressione e lasciate cuocere. Non abbondate con l’acqua, avrete sempre tempo di aggiungerne un poco. Da quando la pentola a pressione comincia a fischiare, calcolate 10 minuti circa. Lasciate raffreddare, immergete il frullatore e lasciatelo andare sino ad avere una vellutata dalla consistenza cremosa, piuttosto densa, aggiustate di sale. Servite in un piatto con delle gocce di pesto (proprio quello che utilizzate per la pasta), un filo di olio evo, un cucchiaio di parmigiano ed una manciata di crostini……..Ha funzionato: la Nanetta ha finito da sola tutta la scodella!  Buona fortuna
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Libri

Cucinare in famiglia: ricette tra rime e fornelli


Sarà in libreria da lunedì prossimo questo delizioso libricino Cucinare in famiglia: ricette tra rime e fornelli che propone ricette “per grandi” e “per piccini”. Quelle “per grandi” sono di Antonietta Curti (1917–2010), che ha curato «il pensare bene, l’amare bene e il dormire bene» di molte persone che sono passate per Perugia, occupandosi per quarant’anni di ristorazione in uno dei maggiori ristoranti perugini (tra i suoi clienti anche il Re Baldovino del Belgio ;-))) e ha conseguito il diploma presso il Cordon Blue de France. Quelle “per piccini” sono di Maddalena Curti, che, con la sensibilità di figlia, madre e dottoressa per “piccoli animali”, ha tradotto in linguaggio semplice e in rima alcune ricette di famiglia. Si tratta di preparazioni super semplici, veloci, alla portata di tutti. Nella prima parte Ricette tra i fornelli, si ritrovano quelle ricette che fanno parte dell’eccellenza italiana con un’attenzione particolare alla tradizione umbra: i taglierini alla francescana, la minestra con fagiolina del Lago Trasimeno, le bistecchine delle monache o le trote del Nera al vino rosso, insomma preparazioni in cui si attinge abbondantemente al territorio. Capovolgendo il libro, nella sezione Ricette tra le rime,  trovano spazio le ricette dell’infanzia che solitamente i bambini preparano insieme ai genitori come la pizza, le ciambelle, la crostata, la zuppa inglese proposte però sotto forma di filastrocca e di rima e quindi piacevoli da leggere anche ai più piccoli. Il libro non contiene fotografie od immagini ma l’assenza di immagini è voluta perché tra i fornelli la fantasia deve essere maestra. Ultimo dettaglio da non trascurare: il libro – come tutte le pubblicazioni della Graphe.it – è pubblicato su carta riciclata, quindi un occhio alla cucina ma anche un all’ambiente ;-)))
Buon weekend a tutti!
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Cake e Torte Salate

Strudel di erbette, stracchino e mandorle


In un mio post di qualche giorno fa, vi elencavo le verdure che proprio non digerisco (in senso fisico ed anche figurato!); le erbette invece, figurano tra quelle verdure che non mi dicono molto, che in cucina non mi ispirano più di tanto….Quindi quando mio suocero si è presentato con un cesto di erbette dell’orto sono stata assalita dal dubbio amletico: “e mò che ce faccio con tutta ‘sta robba?”. Allora mi sono messa a pensare e mi è venuto in mente che forse “mascherando” le erbette da strudel, sarebbero diventate più appetibili per tutti e non solo per la sottoscritta (in fin dei conti il mio obiettivo di mamma è quello di far mangiare alla Nanetta le sue 5 porzioni giornaliere di frutta e verdura).
E’ quello che ho fatto e vi spiego come: ho pulito le erbette (non le ho pesate ma dopo la cottura saranno stati 500-600 gr di erbette), le ho sbollentate per 5-6 minuti in acqua salata e le ho scolate bene per togliere tutta l’acqua in eccesso.
In una padella ho ripassato le erbette con il burro ed il parmigiano: proprio come quando si ripassano gli spinaci. Ho lasciato raffreddare ed ho frullato le erbette con il minipimer in modo da sminuzzarle ulteriormente e da renderle irriconoscibili per mia figlia. Ho preso della pasta sfoglia, l’ho aperta ed ho cominciato a spalmarci dello stracchino morbido che compero nella mia solita cascina dietro casa (by the way, se volete comperare lo stracchino della “mia” cascina, lo trovate nei supermercati di Milano e provincia, si chiama Papetti….e così ho fatto anche un po’ di pubblicità al mio fornitore ufficiale di stracchino, taleggio e gorgonzola ;-))))))
Ci ho spalmato le erbette frullate ed ho ricoperto il tutto con delle mandorle sfilettate che avevo tostato in un padellino. Ho richiuso questo strudel, l’ho spennellato con l’olio e l’ho messo in forno per 25 minuti circa a 180°. L’ho lasciato raffreddare 5 minuti per evitare l’effetto ustione e poi l’ho tagliato a fettine. Devo dire che ha riscosso un grande successo con la Nanetta e mio marito: questo strudel si fa mangiare volentieri, è ottimo come antipasto stuzzicoso ma può, in alternativa, essere consumato anche come piatto unico accompagnato ad esempio da una ricca insalata.

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Verdure

Paninetti di melanzane


E’ sempre la solita storia: cosa inventarsi per far mangiare le verdure ai nostri figli? A onor del vero, riconosco che la Nanetta ha sempre dimostrato di gradire molto le verdure, in particolar modo le zucchine, ma come mamma sono cointunamente alla ricerca di nuove ricette che mi permettano di proporle le verdure cucinate in maniera diversa e gustosa. Questi panini di melanzane hanno proprio tutto quello che ci vuole per allettare i bambini dal punto di vista del gusto e per soddisfare la legittima ansia delle mamme riguardo alle verdure. Sono un piatto completo per i bambini e non solo e si preparano in 15 minuti, quindi volendo li potete fare anche la sera al momento della cena. Io li faccio sempre al forno: è evidente che se li fate fritti, sono ancora più buoni (come tutti gli alimenti fritti del resto….) però anche al forno rimangono morbidi, il formaggio si scioglie e non ci sono tutti quei grassi derivanti dall’olio di frittura. 
Ingredienti per 6/8 paninetti 2 melanzane tonde viola chiaroProsciutto cotto a fette tagliate un po’ spesse (calcolate una fettina di prosciutto cotto x paninetto)Fontina a fette (sempre una fettina/paninetto)1 0 2 Uova a seconda del bisognoPangrattato q.b.Olio evoSale q.b.
Prendete le melanzane, lavatele, asciugatele e tagliatele a fettine abbastanza sottili. In una piatto fondo sbattete l’uovo o le uova con un pizzico di sale. In un piatto piano mettete il pangrattato. Passate le fettine di melanzane dapprima nell’uovo e poi nel pangrattato. Disponete una fettina di prosciutto cotto ed una di fontina sulla melanzana, richiudete con l’altra fettina ed adagiatela su di una teglia rivestita di carta forno.
Irrorate con un filo d’olio ed infornate a 180° per una mezz’ora circa. Lasciate raffreddare per qualche minuti prima di addentare i paninetti.
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Libri

MomCamp 2001: ciak si parla…..

Credits: Fattore Mamma

“Il futuro delle mamme on line e non solo” è il tema del prossimo MomCamp che si svolgerà sabato 24 settembre a Milano. Questo titolo scelto a seguito di un sondaggio in rete, offrirà lo spunto per discutere di temi particolarmente cari alle mamme: il lavoro, la realizzazione a 360°, i figli, le aspettative …
Ad intervenire non ci saranno docenti universitari o psicologi ma le mamme, che avranno l’opportunità di esprimersi e di scambiare idee e punti di vista: il MomCamp nasce infatti come momento di condivisione ed incontro per quanti vivono il web in maniera attiva, come strumento che semplifica la vita, che aiuta ad organizzarsi, che permette di vivere una dimensione “social”.
Venite con i vostri pargoli perché, mentre le mamme condivideranno le loro esperienze, i bambini saranno impegnati in attività ludiche e sportive, grazie alle opportunità offerte dalla location scelta per quest’edizione, il Quanta Village (via Assietta, 19) alle porte di Milano.
Io e la Nanetta ci saremo e daremo il nostro contributo (soprattutto la Nanetta!).
Trovate tutte le informazioni per partecipare al MomCamp sul blog: www.momcamp.it
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Pesce

Seppie affogate…. nell’aceto


Questa ricetta prende spunto da una mia gita al mercato del pesce di San Benedetto del Tronto. Coloro che mi seguono abitualmente sanno che sono andata in vacanza a San Benedetto del Tronto e durante il mio soggiorno, ho voluto a tutti i costi visitare il mercato del pesce. In settimana i pescherecci rientrano nel primo pomeriggio: ho quindi mollato la Nanetta e mio marito tra le braccia di Morfeo, ho preso una bicicletta, la macchina fotografica e sfidando il caldo che a quell’ora del giorno è al suo apice, mi sono avviata, pedalando, verso il mercato del pesce. Arrivata sul molo, di barche non c’era traccia, neppure all’orizzonte, ma il fatto che ci fosse una folla di vecchiette appollaiate sulle panchine del molo, all’ombra, mi ha portato ad immaginare che il loro arrivo non dovesse essere così lontano. …..siccome sono una persona che, quando vuole, parla anche con i muri, non potevo non attaccare bottone con le autoctone e l’argomento di conversazione è stato quello della cucina. Ho rimediato un paio di ricette che hanno veramente stuzzicato la mia fantasia ed il mio palato: le seppie affogate nell’aceto è una di quelle.
Mentre le stavo preparando intorno a me regnava un clima di diffidenza (e mi riferisco a mio marito….): ci si domandava come potesse un piatto dagli ingredienti estremamente semplici trasformarsi in una prelibatezza ed invece con mia somma soddisfazione, è avvenuto proprio questo.
Il segreto per la riuscita di questa ricetta è prendere le seppie (in alternativa potete utilizzare anche i totani freschi) freschissime presso la vostra pescheria. Ho poi chiesto al signore del banco del pesce di pulirmi le seppie. Per due persone ne ho comperate 600 gr circa.
Una volta arrivata a casa ho tagliato le seppie a rondelle. Ho affettato una cipolla intera di medie dimensioni: in una padella ho fatto scaldare l’olio, ho versato la cipolla e l’ho fatta imbiondire. Ho poi versato un bicchiere con metà aceto e metà acqua. Ho lasciato che evaporasse un poco e poi ho gettato le seppie. Ho richiuso con il coperchio, lasciato a fuoco medio per 15-20 minuti. Vedrete che il sughetto si restringerà. Salate a piacimento e servite calde. Munitevi di pane perché dovrete fare la scarpetta J
Alla Nanetta questa ricetta è piaciuta molto: sarò onesta e devo dire che lei ama molto tutto quello che è calamari, totani, seppie, ecc……e poi questa è una ricetta gustosa perché il sapore forte dell’aceto evapora con la cottura e rimane un sughetto appetitoso in cui intingere non solo il pane ma anche le dita ad esempio ;-))))).

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