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Pesce

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Filetti di merluzzo in salsa verde (non quella piemontese….)


Dilemma amletico che prima o poi tutti i genitori devono affrontare: come faccio a far mangiare il pesce a mio figlio almeno una volta a settimana? Quando sono piccoli si può sempre ricorrere all’omogeneizzato: personalmente non ho mai utilizzato gli omogeneizzati di pesce per mia figlia perché mi è bastato aprire una volta un vasetto a casa di un’amica, sentire la puzza che usciva dal vasetto e ripromettermi che mai avrei dato quella “robba” a mia figlia. Nel periodo in cui era piccola, l’omogeneizzato di pesce era rigorosamente homemade: comperavo la soglioletta fresca, la cuocevo a vapore, la sminuzzavo e la aggiungevo alle pappe…… Quando poi è cresciuta, è stato più facile perché mangiava il pesce come lo cucinavo io….Mi sono resa conto però che non sempre si ha il tempo o la possibilità di realizzare delle ricette troppo elaborate con il pesce e che a volte può anche succedere che magari l’unico tipo di pesce di cui si dispone è un merluzzo…..Come fare per rendere “sexy” ed attraente anche un filetto di merluzzo dei mari del Nord? Eccovi una ricetta che non deluderà voi innanzitutto ma soprattutto i vostri bambini perché con questa salsina verde, veloce veloce, riuscirete a mascherare quel tanto che basta il nostro merluzzo lesso. Questa ricetta, inoltre, è anche eco-compatibile perché permette di utilizzare le foglie del sedano che in cucina spesso non vengono apprezzate. Per questa ricetta mi riesce difficile darvi le quantità esatte perché dipende dal gusto personale di ognuno di noi.


Ingredienti per 2 persone + Nanetta
350 gr di filetto di merluzzo senza spine
una bella manciata di foglie di sedano
5/6 acciughe sott’olio
un cucchiaio di maionese
succo di limone q.b.
olio EVO q.b.
un pizzico di sale grosso
pepe poco poco

Fate bollire il filetto di merluzzo e mettetelo da parte al caldo. Nel minipimer mettete le foglie di sedano, le acciughe sgocciolate, l’olio, la maionese (andateci piano con la maionese perché altrimenti rovina il sapore della salsina), il succo di limone (iniziate con un mezzo cucchiaio), sale grosso (così mantiene vivo il colore del verde), pepe: frullate il tutto ed assaggiate, spetterà a voi trovare il giusto equilibrio tra i diversi sapori, non troppo acido a causa del limone, ma neppure troppo cremoso a causa della maionese. In un barattolino di vetro, la salsa si conserva un paio di giorni in frigorifero ed è ottima anche per condire delle carni alla griglia o bollite, oppure à tartiner, da spalmare sul pane come stuzzichino.
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Coda di rospo con chiodini e pomodori secchi


Avete visto che bel sole ci ha riservato questo primo weekend di aprile? Cosa avete fatto di bello, oltre al necessario cambio di stagione, perché con 25° di fuori, il piumino sarebbe stato proprio fuori luogo? Quanto a me, sapete che sono una sostenitrice del Km0 e quindi me ne sono andata all’orto a vedere come avanzano i lavori di semina e di preparazione. C’erano i ciliegi in fiore, gli alberi di albicocche pure, le piantine di melanzane erano già spuntate, come pure quelle di zucchine romanesche…e sì perché il lupo perde il pelo ma non il vizio;-))))) e quindi dall’anno scorso ho avviato una produzione casalinga di zucchine romanesche che trovo uniche ed inimitabili. Inoltre sono andata a prendere quello che la natura ha da offrirmi in questo momento: ho raccolto dell’ortica tenera tenera, del tarassaco ed i bruscandoli con cui preparerò delle ricette primaverili che vi proporrò nei prossimi giorni.
Nel frattempo beccatevi questa ricetta che ho sperimentato la settimana scorsa con grande successo perché è piaciuta sia a mio marito che a mia figlia. Io utilizzo il termine coda di rospo ma rana pescatrice è la stessa cosa….E’ un pesce che adoro perché ha un sapore delicato, non ha spine e si presta a ricette un pò più raffinate. 

Ingredienti per 2 persone
600 gr di coda di rospo
200 gr di chiodini
5/6 pomodori secchi sott’olio
olio EVO q.b.
uno  spicchio di aglio
vino bianco q.b. (due dita)
sale e pepe q.b.

Cominciate innanzitutto col pulire la coda di rospo: se c’è la spina centrale toglietela e separate i due filetti avendo cura di eliminare quella sottile pellicola che avvolge il pesce. Riuniteli utilizzando un filo da cucina affinché rimangano insieme al momento della cottura (vedete foto).
Lato funghi, i chiodini che comperate al supermercato sono praticamente quasi puliti: dovrete soltanto eliminare l’eventuale base, passarli velocemente sotto l’acqua ed asciugarli bene. Prendete i pomodori secchi, sgocciolateli e tagliateli a listarelle.
In un padella mettete l’olio e lo spicchio di aglio, fatelo rosolare ed aggiungete i filetti di coda di rospo, lasciateli cuocere per qualche minuto, poi versate il vino e lasciate che la parte alcolica evapori.
Aggiungete i chiodini ed i pomodori secchi: abbassate il fuoco e lasciate cuocere per una ventina di minuti. A metà cottura girate delicatamente il pesce, aggiustate di sale e di pepe.
Personalmente io ho l’abitudine di salare e pepare quasi a fine cottura perché mi rendo conto che gli alimenti sono sapidi di loro (in questo caso vedi i pomodori secchi) e quindi andare ad aggiungere dell’altro sale, spesso altera l’equilibrio del piatto. Mettete in un piatto e servite caldo. 
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Polpo in insalata con finocchi e sedano


E’ venerdì quindi pesce. Oggi ricetta easy easy e post altrettanto easy perché devo scappare all’autodromo di Monza…..no, non corro con le macchine (mi ci manca solo questo….), corro già abbastanza come mamma-blogger-lavoratrice: è che questo weekend ripartono i campionati sportivi di Renault Sport Italia e soprattutto, fa il suo debutto in pista un nuovo campionato destinato ai più giovani, la Formula Alps, che vede schierate vetture monoposto a ruote scoperte….ed io sono a Monza a dare una mano ai miei ex-colleghi della Promozione Sportiva Renault. E se nel weekend il tempo è bello, fatevi un giro da queste parte perché oltre all’autodromo, c’è un bel parco che si presta bene a delle passeggiate, visto che oramai la primavera è già arrivata.

La ricetta di oggi poi, è una di quelle che ci proiettano già nella bella stagione, perché a parte il polpo, tutti gli altri ingredienti non hanno bisogno di essere cotti, peccato solo che d’estate il finocchio sia introvabile e che sostituirlo con le carote non produce lo stesso risultato.

Ingredienti per 4 persone

700 gr di polpo
un finocchio piccolo
un sedano (utilizzare solo le coste)
olive nere
olio EVO
timo citriodoro o timo tout court
succo di 1 limone
sale, pepe q.b.

Se avete una pescheria di fiducia sarebbe meglio che vi facessero la gentilezza di pulirvi il polpo; bisogna infatti togliere la pelle e gli occhi e risciacquarli con cura. Poi bollitelo per almeno mezz’ora se si tratta di un polpo di piccole dimensioni. L’alternativa sarebbe di comperare il polpo intero ma surgelato e di procedere alla cottura……vedete voi. Dopo la cottura, fatelo raffreddare e tagliatelo a pezzi. 
Tagliate ugualmente a fettine sottili il finocchio ed il sedano, affettate le olive e lasciatene alcune intere. In un’insalatiera mescolate il polpo, i finocchi, il sedano e le olive. In una terrina preparate un’emulsione con olio, succo di limone, timo, sale e pepe: mescolate perché gli elementi si mescolino bene ed aggiungete al polpo & C. Io in genere preparo questa insalata il giorno prima così il polpo ha modo di insaporirsi per bene e poi la servo a temperatura ambiente, la tiro fuori circa un’ora prima di mangiare perché se è troppo fredda i sapori non sono gli stessi, mi sembrano alterati. Buon weekend!
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Pesce spada con datterini, olive di Gaeta e capperi delle Eolie


Eccomi con un’altra ricetta semplice ma gustosa: alla luce dell’esperienza fatta con mia figlia, vi garantisco che anche i più piccoli apprezzeranno questo piatto perché per i loro palati- porelli- abituati a cibi insipidi, la dolcezza del pomodoro datterino unita alla sapidità dell’oliva di Gaeta e, soprattutto, del cappero, gli spalanca orizzonti sconosciuti. Vorrei a questo punto aprire una piccola parentesi sulle olive di Gaeta che a casa mia non mancano mai e sono per antonomasia le olive che utilizzo di più per cucinare perché sono troppo bbbuone. Allora, da un punto di vista geografico, Gaeta si situa nel basso Lazio ma in realtà se vi capita di fare un salto da quelle parti, vi sembrerà di essere già a Napoli :-))) Detto questo, le olive di Gaeta sono di un colore nero-rosato-violaceo, non so renderlo bene a parole. Ora voi già vi starete dicendo: che pizza questa che ci parla sempre dei prodotti IGP del Lazio, ahò che volete io di quelle parti sono (scusate l’uso del sardo…)….è vero, e questo non lo affermo solo io, che l’oliva di Gaeta è una delle più comunemente impiegate in cucina, insieme alle olive taggiasche, che, a mio avviso, fanno però un pò più “radical-chic”, mentre l’oliva di Gaeta è decisamente popolare.
  

Ingredienti per 2 persone+ Nanetta (prego notare che la Nanetta in questione è alta 85 cm ed she’s only 18 months old…..)

3 grosse fette di pesce spada
1/2 scatola di pomodorini datterini oppure se li trovate freschi (ma nn è certamente questa la stagione….) anche freschi
una bella manciata di olive di Gaeta, in alternativa usate le olive taggiasche
1 cucchiaio di capperi sotto sale
1 spruzzo di vino bianco secco
olio EVO
1 spicchio di aglio
sale q.b.

In un tegame riscaldate l’olio e mette l’aglio: quando l’aglio comincia a friggere, aggiungete le olive ed i capperi che avrete precedentemente passato sotto l’acqua corrente per togliere il grosso del sale. Versate il vino bianco e fate evaporare la parte alcolica, poi mettete i pomodorini e lasciate cuocere per qualche minuto. Nel frattempo in una padella, scottate appena appena le fette di pesce spada: dovete fargli fare un aller/retour cioé cuocerle su ogni lato per un paio di minuti, poi mettete le fettine nel tegame insieme alla salsina che starà cuocendo. Fate insaporire il tutto una decina di minuti a fuoco medio. Salate soltanto alla fine, dopo aver assaggiato il piatto, perché spesso non c’è neppure bisogno di aggiungere dell’altro sale visto che i capperi e le olive apportano già la giusta quantità di sale.
Anche per questo piatto, munitevi di pane perché è caldamente consigliata la scarpetta…….
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Trancio di salmone al cartoccio su letto di porri e carote



Il salmone è un altro di quegli alimenti che ho imparato ad apprezzare in età adulta. Quando ancora vivevo con papa et mamam, non che il salmone fosse bandito a casa nostra, ma il suo uso era limitato a quello affumicato, il cui gusto non ha nulla a che vedere con quello fresco…..Quando poi sono andata ad abitare per conto mio e successivamente durante la mia permanenza in Francia, ho scoperto il salmone fresco e devo confessare che ora quello affumicato mi attrae ben poco, anche perché quello fresco si presta ad essere cucinato in mille modi diversi ed ha un gusto che non prevarica gli altri, mentre il salmone affumicato tende a mettere in ombra tutti gli altri alimenti del piatto. La ricetta che vi propongo oggi è una ricetta che ho imparato in Francia e che preparo sempre molto volentieri perché è semplice, sana, appetitosa e, last but not least, piace molto a mia figlia e visto che i bambini non apprezzano moltissimo il pesce, se riesco a farglielo mangiare cucinato così è tanto di guadagnato!

Ingredienti per due persone2 bei tranci di salmone fresco2 porri grossi
1 carota grossa
bacche rosa (facoltative)
olio EVO
sale, pepe q.b.


Tagliare i porri a rondelle sottili e le carote a julienne. In una padella mettete un poco di olio, quando è caldo gettate le carote, fatele cuocere 3-4 minuti, poi mettete anche i porri e lasciate cuocere sino a quando i porri non diventano trasparenti. Prendete della carta di alluminio e preparate due cartocci. Mettete le verdurine, sopra le verdure adagiate il trancio di salmone: aggiungete sale, pepe ed olio. Se volete potete mettere anche delle bacche rosa. Richiudete il cartoccio e deponetelo in una teglia da forno. Mettete nel forno caldo a 180-200° per 25 minuti circa. Il salmone dovrà risultare dorato, mentre le verdure sul fondo saranno diventate croccanti. Servite caldo, accompagnato da un’insalata sarà un piatto unico.
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