Archivio Mensile

dicembre 2010

Libri

Capitan Findus minacciato di estinzione……


Sembrerebbe proprio che il celebre merluzzo, ingrediente indispensabile dei conosciutissimi bastoncini di pesce tanto apprezzati dai nostri figli stia diventando sempre più raro : è questa infatti la conclusione a cui è arrivato il gruppo Findus France in una nota apparsa proprio qualche giorno prima di Natale. Il fornitore ufficiale di merluzzo per i bastoncini di pesce francesi si trova nelle isole Féroé in Danimarca ed ha chiuso i battenti all’inizio di dicembre proprio a causa della mancanza, direi rarefazione, di materia prima. Dal 2007, infatti, Findus Francia ha investito molto in politiche di sviluppo sostenibile, privilegiando, ad esempio, un tipo di pesca responsabile e sopprimendo l’utilizzo di olio di palma nei suoi prodotti….ora pare che nonostante l’adozione di queste pratiche, le risorse marine conoscano comunque un progressivo impoverimento. Da Findus Francia garantiscono che il pesce in stock dovrebbe durare sino a marzo e che si potrebbero verificare degli aumenti di prezzo pari al 15%, ma niente paura: i mitici bastoncini continueranno ad essere distribuiti perché Findus Francia annuncia di aver già trovato un fornitore sostitutivo basato questa volta nell’Oceano Pacifico.
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Libri

Attenzione a quello che mettete nei vostri piatti!

Credits: Menutoxique.fr
Lo so che scrivere di questi temi a due giorni dal Natale, potrebbe risultare pedante, però mi preme segnalarvi uno studio interessantissimo, apparso in Francia all’inizio di dicembre, realizzato dal Movimento Genérations Futures, secondo cui più di 80 sostanze chimiche- di cui alcune suscettibili di essere cancerogene- sono ingerite nell’arco di una giornata da un bambino di 10 anni attraverso dei pasti normali. Nell’ambito di una Campagna di sensibilizzazione sull’Ambiente ed il cancro, sono stati analizzati per alcuni mesi i piatti che compongono i nostri pasti e l’esito della ricerca è a dir poco sconcertante. I pasti-tipo presi in esame prevedono un’alimentazione composta da cinque porzioni tra frutta e verdura fresche, tre prodotti derivati dal latte, 1,5 lt di acqua, qualche stuzzichino, carne o pesce, pane e derivati.Le analisi di laboratorio condotte miravano ad identificare la presenza di sostanze chimiche, anche cancerogene, di pesticidi e di residui chimici che possono alterare, a lungo andare, il sistema ormonale del bambino. Sono state identificate 81 sostanze chimiche di cui 42 come possibili cancerogene, 5 sostanze cancerogene certe mentre ben 37 sono suscettibili di avere degli effetti nefasti sul sistema endocrino dei bambini….. “Anche se, nella maggior parte dei casi, i limiti legali per ogni sostanza  chimica esaminata non vengono superati, vediamo nella nostra indagine che i consumatori, anche i più piccoli, sono quotidianamente esposti alla contaminazione di sostanze cancerogene o perturbatrici del sistema endocrino” commenta un rappresentante dell’organizzazione. Per la prima colazione, soltanto il burro ed il thé con il latte conterrebbero da soli più di una dozzina di residui cancerogeni ed una ventina di residui in grado di perturbare il sistema ormonale. Per il pranzo, l’indagine mette in luce la presenza di residui nell’hamburger, nel tonno in scatola, senza contare i pesticidi contenuti nella verdura (fagiolini) o le sostanze chimiche presenti nelle gomme da masticare che i nostri figli quotidianamente masticano. E a cena poi, il filetto di salmone si è rivelato il più ricco in residui chimici……..Già nel 2006, l’Observatoire bruxellois de la consommation durable, facendo riferimento ad uno studio simile condotto in Olanda, suonava il campanello d’allarme sugli effetti cumulativi dell’assunzione a lungo termine di pesticidi anche perché molti di questi agiscono in maniera sinergica. Ora gli effetti cumulativi delle sostanze/residui chimici non sono presi in considerazione per la determinazione del limite massimo ammesso negli alimenti, e lo studio olandese aveva evidenziato che sommando i residui di pesticidi presenti simultaneamente negli alimenti, questi avrebbero comportato degli effetti cronici sul sistema nervoso dei bambini……insomma niente allarmismi ma comunque tanta attenzione a quello che mettiamo nei nostri piatti ed in quelli dei nostri figli.
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Dolci

Omaggio alla Sardegna (episodio 1): i Papassini


Recentemente ho scoperto che questi biscotti (che in famiglia facciamo sempre non perché abbiamo origini sarde ma semplicemente perché li adoriamo) vengono fatti appositamente per le feste, soprattutto quelle di Natale e quale momento migliore allora se non questa settimana pre-natalizia per invitarvi a farli e a gustarli? Personalmente li trovo buonissimi: morbidi, con un impasto ricco ricco di frutta secca ed uvetta e poi sono graditissimi ai bambini che li mangiano sempre volentieri (provate a chiedere a mia figlia). Eccovi allora la ricetta che è la prima di una breve serie di ricette sarde delle quali mi sono “invaghita” e che vi propongo volentieri: buona degustazione a tutti.

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News

La Sake Bomb……



Credits GizmodoAl di là delle sue funzioni, questo simpatico oggetto illuminerà con i suoi sgargianti colori le vostre cucine. Ma di cosa si tratta ? Non è una mina, e nemmeno un porcospino stilizzato, più semplicemente è uno stravangante contenitore di sake utilizzabile anche come teiera,  disegnato dal designer Alexander Purcell. La Sake Bomb ha una forma a metà strada tra il pesce palla giapponese ed una mina della Seconda Guerra Mondiale ma è decisamente più innocua ! E’ fatta di ceramica e dispone di 4 tazzine assortite che si appendono perfettamente alle sue « spine ».
Credits Dzn
La bomba di ceramica può contenere sino a 235ml della tradizionale bevanda giapponese; è prodotta interamente a mano a Los Angeles in forni tradizionali e, come tutte le ceramiche, mantiene perfettamente il caldo ed il freddo. La Sake Bomb è disponibile in quattro differenti colori: bianco, nero, arancio e blu.
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Pasta

Mafalde con sugo di bresaola e castagne


A Roma c’è -3, a Milano nevica, insomma mi par di capire che tutta l’Italia sia sotto la morsa del gelo, e quindi oggi una ricetta un po’ carica ci sta tutta; una ricetta che è sicuramente un omaggio ai nostri vicini della Valtellina visto che sono loro ad avere “inventato” ed esportato nel mondo questo salume che è sicuramente tra quelli con il minor contenuto di grassi proprio per le carni utilizzate e per il metodo di stagionatura.

 

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Bevande

Thé e tisane per freddolosi in cerca di calore…..


No, non vivo al Polo Nord e non sono neppure andata a salutare di persona Babbo Natale, ho solo fatto un giro nel paese dove abito con la mia macchina fotografica ed eccovi qualche scatto preso quà e là……

non è neve (è quello che ingenuamente avevo pensato io di primo acchitto), si tratta di brina che si è, per così dire, formata nel corso della notte e che ci metterà un pò ad andarsene. Io già temo per la sopravvivenza del mio ulivo che certo non è abituato a questi rigori…..

E allora on est bien au chaud, davanti al camino a sorseggiare un thé, un infuso, una tisana calda, possibilmente in tema con l’ormai imminente Natale.

Personalmente al momento delle feste trovo sempre il modo di approvvigionarmi del Thé Esprit de Noel di Mariage Frères. E’ il thé delle feste per eccellenza, una miscela profumata alle spezie dolci ed arricchita di scorze di arancia e di pezzi di vaniglia bourbon. Quest’anno ho comperato anche il Thé des Rois Mages di Kusmi Tea: è un thé verde di China aromatizzato all’arancia, alle mandorle, alla rosa, alla vaniglia ed alle spezie. Rispetto al thé di Mariage, è molto più leggero trattandosi di thé verde.  Per coloro che proprio non gradiscono il thé, ecco una mini lista di tisane ed infusi altrettanto interessanti. Cominciamo con gli infusi di Pompadour: il primo, Magic Emotion, è infuso aromatizzato all’arancia ed uvetta al rhum, buonissimo; c’è poi la tisana Wintertime con cannella e chiodi di garofano. Molto buono per conciliare il sonno (se mai ce ne fosse bisogno) 1001 Notte con zenzero, cardamomo e vaniglia. Sono tutti rigorosamente senza caffeina ed adatti per ogni momento della giornata. E per finire la tisana Sonno Sereno della Valverbe, che produce tisane, infusi e quanto altro da agricoltura biologica, rigorosamente piemontese. 
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Libri

Ideuzza di regalo di Natale per patiti di fast food ;-)))))

Se proprio non potete fare a meno dei fast food, se alla vista di un hamburger vi vengono gli occhi lucidi, allora questo è senz’altro il vostro regalo di Natale: un bello speaker (=altoparlante), plasticoso al punto giusto (un po’ come i “veri” hamburger del resto ;-))))), disegnato dal designer giapponese  Iwakami Shunsuke.  
L’hamburger speaker vi consentirà di ascoltare tutta la musica che volete connettendovi al vostro computer, MP3, iPhone o qualsiasi altro device…..e se poi vi venisse la voglia di sfoggiarlo anche in giro, nessun problema: il nostro hamburger-altoparlante dispone di una batteria al litio ricaricabile tramite una porta USB integrata.  Le sue ridotte dimensioni (2.5 inches che corrispondono a 6.4 centimetri) vi permetteranno un facile trasporto, inoltre l’interruttore On/Off vi permetterà di accendere lo speaker solo quando ne avrete effettivamente bisogno. Il costo di questo piccolo oggetto di design? 22 dollari e se siete interessati ad acquistarlo andate a visitare il sito Urban Outfitters.
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Libri

Mango, curry e souvenir


Per il mio ultimo compleanno ho ricevuto in regalo questo libro, Mango, curry e souvenir che si è rivelato una piacevole ed inaspettata sorpresa. L’autrice, Yasmin Alibhai-Brown, è una giornalista dell’Indipendent e dell’Evening Standard ed in Inghilterra è una delle voci più autorevoli della televisione britannica su temi quali il multiculturalismo o il sociale. Mango, curry e souvenir è la storia della sua famiglia di origine indiana e delle sue peripezie tra diaspora e persecuzioni: ogni evento però, felice o triste che sia, è accompagnato da una ricetta che l’autrice ripesca nel proprio ricettario di famiglia. Il libro propone quindi al lettore un autentico viaggio alla scoperta di gusti, aromi, spezie, sapori di un pezzo di Asia in Africa…..e sì, perché le ricette proposte, i sapori evocati o i profumi nell’aria, si collocano in un contesto storico-politico senz’altro difficile: nel libro si affronta, infatti, il tema doloroso (ma sconosciuto ai più- me compresa) della diaspora degli indiani dell’Africa orientale. Agli inizi del diciannovesimo secolo, gli indiani sono stati strappati alla loro terra dagli inglesi che li hanno spediti al di là dell’Oceano, sul continente africano, a costruire la ferrovia dell’Africa Orientale….migliaia di famiglie indiane si sono così ritrovate a vivere in una realtà completamente diversa dalla loro ed hanno però continuato a mantenere ostinatamente le loro abitudini e le loro usanze, innanzitutto quelle alimentari. Quando poi, a partire dagli anni 60’ gli stati africani sono diventati indipendenti, i dittatori che si sono avvicendati al potere hanno espulso intere comunità di indiani, sottraendo loro tutti i beni. L’Inghilterra non ha potuto fare altro che riprendersi questi suoi “ex sudditi”, che hanno incontrato non poche difficoltà di adattamento nel Regno Unito. Tutte le ricette proposte fanno viaggiare la nostra fantasia: molte di queste sono di difficile realizzazione non tanto per il livello di complessità in se, quanto per la difficoltà nell’approvvigionamento della materia prima. Altre, invece, le ho trovate accessibili e ve le proporrò non appena se ne presenterà l’occasione. Ci sono i burfi di ricotta, deliziosi dolcetti che si conservano sino a due settimane nel frigorifero di casa o il tortino speziato di carne tritata e uova, piatto non leggerissimo ma gustoso, l’originale crema di avocado, il pollo arrosto alle spezie, i gamberi di Zanzibar (detti anche bocconi d’amore)…..insomma il libro, oltre ad essere un buon manuale di storia contemporanea, è anche un esotico ricettario.
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Minestre e Zuppe

Zuppa di cavolfiore e zafferano


Non so voi, ma a me lo zafferano piace molto, purché sia italiano (dell’Aquila DOP oppure sardo) e quindi autentico. In molti provano a spacciarti per autentico zafferano, una polvere gialla che va sotto il nome di saffran: ora, lungi da me l’idea di essere sciovinista, però tra il nostro prodotto Dop (possibilmente anche biologico) e quello che si trova nei numerosi negozi di gastronomia esotica, c’è una differenza enorme e non mi riferisco solo al prezzo. Quella di oggi è una ricetta che si sposa perfettamente con il freddo di questi giorni: una zuppa calda, capace di riscaldarti da dentro, leggera, non untuosa ma dal sapore sicuramente particolare. E’ una ricetta che avevo gustato per la prima volta nel Bar à soupes et à quenelles di Giraudet quando ancora vivevo a Parigi e mi capitava spesso, nei fine settimana, di fermarmi a gustare una zuppa in questo posto minuscolo, che ha il pregio però di trovarsi nel cuore del 6° arrodissement, quindi in una posizione super centrale.


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