Archivio Mensile

gennaio 2012

Dolci

Dadolata di arance ghiacciate…….


In questo ultimo scorcio di gennaio, ho deciso di dedicare una settimana alle ricette a base di agrumi: frutti che amo tanto ma che purtroppo, a causa del mio reflusso gastroesofageo, posso mangiare solo in piccole dosi. Incomincio con una ricetta semplicissima che mi è stata data da Maria e che si è rivelata formidabile, un successone: merci Maria! La Nanetta ha preso questi tartufi per delle caramelle fredde e gommose: tanto meglio perché rispetto alle caramelle in commercio (ndr caramelle che lei mangia solo dai nonni perché a casa nostra le caramelle non ci sono), questi tartufi hanno il pregio di essere biologici e completamente naturali.
Mangiate per tre giorni arance bio e tenete da parte le bucce con poco bianco: le mettete a bagno, cambiando di tanto in tanto l’acqua per togliere l’amarognolo.
Bollite le bucce per  1 ora circa, scolatele e strizzatele bene. Tritatele con la mezzaluna. Pesatele ed usate lo stesso peso in zucchero. Mescolate in un’insalatiera le bucce sminuzzate e lo zucchero, poi mettete il tutto in una pentola e cuocetele a fuoco basso come fareste per le marmellate. Regolatevi sulla consistenza: una volta raffreddato il composto, fate delle palline da rotolare nello zucchero e mettere nei pirottini per dolcetti. Disponetele nel congelatore: degustare fredde.
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Bevande

Il caffè alcolico di Luciana…….



Oggi una ricetta per papà e per tutti gli amanti del caffè (io non mi ci metto dentro perché carburo quasi esclusivamente a thé), il caffè alcolico di Luciana. Vi avevo parlato di Luciana in altre occasioni: l’estate scorsa per suggerirvi quella deliziosa lasagna di zucchine, fiori di zucca e salsicce e poi, ancora prima, per spiegarvi la faraona con bacche di ginepro che lei prepara. Ora Luciana è una di quelle persone che non ha un repertorio culinario vasto ma che quelle 5-6 ricette che prepara sono veramente una bomba. E’ il caso anche di questo caffè alcolico che, ripeto, pur non amando il caffè, trovo buono per quella punta di cioccolato che addolcisce il tutto J e poi la ricetta è semplicissima!
Fate 4 macchinette da 6 di caffè, riempite a metà di acqua oppure 8 macchinette da 3, in buona sostanza dovrete ottenere un caffè super ristretto.
Unico accorgimento: per la preparazione del caffè, utilizzate dell’acqua minerale naturale e non quella del rubinetto. 250 ml alcol per liquori2 bustine di vaniglina380 gr di zucchero finissimo2 cioccolatini (1 al latte e l’altro fondente)In una capiente terrina mettete lo zucchero, la vaniglina ed i cioccolatini, poi cominciate a versare una caffettiera alla volta. Mescolate bene il tutto, poi coprite e lasciate raffreddare. Aggiungete l’alcol, mescolate nuovamente e filtrate il composto: imbottigliatelo. Potete gustarlo anche subito: conservatelo in frigorifero, è decisamente più buono freddo!
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Verdure

Polpette di lenticchie e noci


Too late…..penso che avrei dovuto proporvi questo post immediatamente dopo le feste perché in questo modo avreste potuto riutilizzare facilmente gli avanzi delle lenticchie che si aggiravano per casa dopo il cenone di San Silvestro…..vabbè arrivo troppo tardi, ma confido nel fatto che vi sia rimasta una piccola quantità di lenticchie ancora da cuocere che vorrete destinare alla sperimentazione. Era diverso tempo che volevo realizzare una ricetta di polpette a base di legumi secchi o di cereali: qualche settimana fa sfogliando una di quelle riviste che danno nei supermercati, mi è caduto l’occhio su questa ricetta e mi sono detta che era venuto il momento di lanciarmi. Partendo dalla ricetta, ho fatto un paio di tentativi prima di approdare alla mia versione della ricetta che vi metto di seguito:  
100 gr di lenticchie
200 gr di funghi champignon
60 gr di noci sminuzzate
3 cucchiai di parmigiano grattato
3 cucchiai di pangrattato+ pangrattato q.b.
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 spicchio di aglio
1 uovo
olio evo q.b.
sale q.b.Lessate le lenticchie. Pulite i funghi e tagliateli in pezzi. In una padella mettete un po’ di olio, scaldate ed aggiungete lo spicchio di aglio a rosolare,  unite i funghi e lasciate cuocere a fuoco medio 10 minuti circa.
A cottura ultimata, versate i funghi nel frullatore e frullateli bene: in un’insalatiera, unite al composto di funghi, le lenticchie, l’uovo, il parmigiano, il pangrattato, le noci, il prezzemolo ed il sale, mescolando bene il tutto. Se dovesse risultare troppo molle, aggiungete dell’altro pangrattato. Formate delle piccole polpette schiacciate oppure tonde e passatele velocemente nel pangrattato. A questo punto potete friggerle oppure cuocerle nel forno, à vous de choisir! In ogni caso, gustatele calde!


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Libri

Il Menù di Yocci


Prendete una trentenne giapponese con i capelli ricci, nata a Osaka e laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti, trapiantatela in Italia, datele una penna e chiedetele di illustrare la cultura italiana attraverso i suoi occhi di straniera completamente estranea alle nostre abitudini: otterrete così  “Giornale Italia”, una sorta di striscia settimanale de L’Internazionale in cui con delicatezza ed ingenuità Yoshiko Noda, in arte Yocci, ci propone la sua personale visione su ciò che la colpisce in Italia.  Recentemente Yocci ha anche illustrato la sezione baby del sito di Woolrich: carinissima! Ma la sua ultima fatica è un delizioso libro rosso dal titolo Il Menù di Yocci (edizioni Corraini) in cui incanta il pubblico con i suoi delicati disegni e guida il lettore alla scoperta delle ricette basic della cucina giapponese.
Come si prepara un cikuzen-ni? Yocci, ci spiega come preparare i suoi piatti preferiti della tradizione giapponese in una serie di ricette da lei definite “senza responsabilità”. Scritte in italiano e giapponese, in uno stile che mantiene tutta la freschezza e spontaneità di Yocci, queste colorate “istruzioni culinarie” sono illustrate con disegni inediti dell’artista, per regalarci uno spaccato giocoso della cucina del Sol Levante e far rivivere l’atmosfera di questa realtà gastronomica.

Dall’antipasto al dolce, ecco un Menu completo in pieno stile Yocci arricchito da una serie di fotografie in miniatura dei piatti realizzati: tante immagini per saperne di più su daikon, udon, nori e molti altri ingredienti esotici e misteriosi! Io l’ho sfogliato insieme alla Nanetta che se l’è pure portato dietro durante la sua “seduta” quotidiana sul vasino……inoltre ogni ricetta è corredata da disegni simpaticissimi e da commenti in un italiano-giapponesizzante.Il libro è disponibile in italiano/giapponese e in inglese/giapponese…e poi, se volete, trovate anche la shopping bag in cotone bio decorata con i disegni di Yocci.
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Dolci

Clementine al miele e mandorle sfilettate


Tempo fa leggevo non so più dove che le clementine hanno grandi proprietà diuretiche e rinfrescanti, in realtà a me le clementine piacciono molto perché fra tutti gli agrumi sono i più “gentili” con il mio stomaco sofferente di reflusso gastroesofageo. Per motivi evidentemente diversi, piacciono molto anche alla Nanetta che le preferisce di gran lunga agli altri agrumi, quindi a casa nostra d’inverno le clementine non mancano mai, soprattutto se sono bio e del sud Italia J Ho provato a fare questa ricetta basandomi su di una ricetta che assaggiavo sempre in un ristorante marocchino a Parigi, dopo una porzione gigantesca di couscous royal. All’inizio non capivo il motivo per cui si chiamasse royal, poi dopo essermi ritrovata davanti una generosissima porzione di semola, verdure e carne per comporre il mio couscous, ho capito forse che l’appellazione royal andava a quel couscous che comprendeva tutto al suo interno. E per digerire il copioso pranzo, la frutta ripassata nell’acqua di fiori d’arancio aiutava enormemente. Ho rifatto la stessa cosa, utilizzando però delle clementine nostrane, con l’aggiunta di una punta di miele e di mandorle sfilettate alla fine per dare al tutto quel tocco croccante. Buono come frutta e come dolce allo stesso tempo!


Ingredienti per due persone:3 clementine1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio1 cucchiaio di miele1 cucchiaio di mandorle sfilettateAcqua q.b.
Sbucciate le clementine. In un pentolino fate scaldare l’acqua, il miele ed i fiori d’arancio. Otterrete uno sciroppo né liquido né denso, passate nello sciroppo le clementine, disponetele in un piattino, versate lo sciroppo rimasto e cospargete di mandorle sfilettate.
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Verdure

Cardi con fonduta di Castelmagno


Per il Ponte dell’Immacolata sono stata nelle Langhe a mangiare il tartufo bianco. Quello con il tartufo è un appuntamento annuale che non manco mai da quando sono ritornata in Italia. Da circa 3 anni andiamo sempre a mangiare in una trattoria, Da Camulin, che si trova a Cossano Belbo: è uno di quei posti in cui hai pochi ma deliziosi piatti sulla carta. Ogni volta che ci vado so già a priori cosa prenderò per antipasto, per primo e per secondo…..
E l’ultima volta che siamo stati, visto che amo molto i cardi, ho assaggiato nuovamente un piatto a base di cardi con fonduta di castelmagno: ho provato a rifarlo a casa e che mi è venuto buonissimo…adesso non dite che non potrete testare questa ricetta perché non sapete dove comperare i cardi: ce li hanno pure l’Ipercoop e l’Esselunga! E difatti io li ho trovati lì……ecco, la Nanetta non li ha graditi: secondo me è stato il castelmagno che è veramente forte come formaggio, però, per una volta tanto, questo piatto ce lo siamo gustato interamente noi due, mio marito ed io! 
Ingredienti800 gr di cardi160 gr di Castelmagno2 tuorli150 ml di latteBurro q.b.Sale q.b.Per pulire i cardi, dovete eliminare le foglie esterne, poi con un coltello togliere i filamenti dei cardi che si trovano all’esterno, strofinarli con il limone e metterli in un’insalatiera con acqua ed aceto. Cuoceteli nell’acqua bollente e salata per una ventina di minuti circa, poi scolateli.Scaldate il latte, aggiungete il Castelmagno tagliato a dadini e senza smettere di mescolare, fate sciogliere per bene il formaggio. Aggiungete poi i tuorli e continuate la cottura per altri 3-4 minuti a fuoco basso.Cuocete i cardi in padella con un poco di burro: un paio di minuti per lato andranno bene. Metteteli in un piatto e versate la fonduta di Castelmagno. Che ve lo dico a fare: trattasi di piatto unico….il rischio cinghialone notturno è sempre dietro l’angolo….

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Libri

Favole da leggere, da sfogliare e da assaggiare, naturalmente!!!

Credits: Sigep
Lo so che con questo freddo il solo parlare di gelato fa venire i brividi, ma quello preparato dai Maestri della Gelateria al Sigep, in programma a Rimini dal 21 al 25 gennaio prossimi, sarà veramente un gelato…da favola. I grandi maestri  della gelateria artigianale si sono dati appuntamento nel laboratorio delle idee per leggere una favola e tradurla in morbida dolcezza ghiacciata! Credits: Sigep
Tre libri, tre giorni di lavoro e tante interpretazioni golose da leggere e da gustare: si parte domenica 22 gennaio con l’interpretazione della Mukka Moka e la scuola di gelato, (Agostino Traini, Emme Edizioni). Lunedì 23 Gennaio si continuerà con Il palazzo di gelato, di Gianni Rodari, da “Favole al Telefono”, mentre martedì 24 Gennaio si terminerà con Prospero e l’essagelato (Pino Pace, edizioni EDT). Credits: Sigep
A giudicare gli artisti una giuria d’eccezione: centinaia di bambini delle scuole di Rimini che assaggeranno, giudicheranno e selezioneranno i gusti più…fa-vo-lo-si! E poiché il mondo delle favole è un mondo fatto di sogni e di dolcezza, lo stand dell’associazione si trasformerà in uno spettacolare mondo delle favole di cioccolato e gelato! La Mukka Moka, Il Palazzo di Gelato e Prospero saranno i protagonisti di un allestimento goloso e strabiliante: una mukka gigante di cioccolato, un palazzo di cioccolato alto più di 5 metri ed un Prospero gigante, anch’esso di cioccolato. L’appuntamento è al Sigep, la  più importante fiera al mondo nel settore della gelateria artigianale, e poi appuntamento naturalmente nelle migliori gelaterie artigianali d’Italia, magari quando farà un pò più caldo!
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Crema di zucca con chiodini



A metà dicembre ho ricevuto un regalo graditissimo: un’enorme zucca Violina.L’ho lasciata per un po’ nel soggiorno di casa a mo’ di soprammobile, poi con l’albero di Natale ed il presepe in giro, l’ho portata in cantina e lì è rimasta sino a quando non ho notato che da un lato si stava deteriorando. Ho messo subito al lavoro mio marito che l’ha tutta pulita, fatta a cubotti e messa nei sacchetti congelazione: è un Santo vero?  Ogni volta che apro il freezer, ho una botta di colore arancione che con questo grigiore mi mette subito di buon umore. Ecco allora che con uno dei sacchettini ho preparato una crema di zucca e ci ho poi aggiunto dei funghi chiodini per dare quel tocco di bosco che mancava alla ricetta.
Ingredienti per 4 persone+Nanetta:700 gr di zucca1 cipolla gialla300 gr di chiodini150 ml di panna da cucina1 dado 1 spicchio d’aglioPrezzemolo tritato q.b.2 cucchiai di pinoliOlio evoSale e pepe q.b.Tagliate la zucca a cubotti e la cipolla finemente. Nella pentola a pressione (se non l’avete usate naturalmente quella normale), fate scaldare l’olio, imbiondire la cipolla e poi aggiungete la zucca, rosolandola per un paio di minuti. Poi versate l’acqua in modo da ricoprire la cipolla (500 ml dovrebbero bastare) ed il dado (io uso raramente il dado, ma quando lo uso metto sempre il dado gelatinoso, non mi ricordo nemmeno più di qualche marca sia). Chiudete la pentola a pressione e da quando comincia a fischiare lasciate cuocere 6-7 minuti, poi apritela, aggiungete la panna e continuate la cottura per un paio di minuti ancora. Se non utilizzate la pentola a pressione, allora incorporate la panna subito dopo aver aggiunto il dado. Lasciate raffreddare la zucca e riducetela in crema. Nel frattempo pulite i funghi, scaldate un po’ di olio in una padella con uno spicchio di aglio ed unite i funghi che dovranno cuocere almeno una decina di minuti, poi versate i pinoli e spolverate con il prezzemolo tritato. Riempite delle ciotole con questa crema vellutata, sopra versate i funghi ed i pinoli. La versione per la Nanetta era identica, solo che alla fine invece dei funghi, le ho versato una bella manciata di crostini al forno ed un cucchiaio di parmigiano grattato.
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Carne

Hachis parmentier


In questo mese di gennaio freddo ed umido, un plat d’hiver ci sta tutto, ma non un piatto qualsiasi, qui mi riferisco ad uno dei capisaldi della cucina francese: l’hachis parmentier. I miei colleghi francesi mi hanno sempre suggerito di non mangiare l’hachis parmentier alla “cantine” perché sostenevano giustamente che venisse fatto con la carne avanzata nei giorni precedenti…..io ho sempre seguito il loro consiglio; però andando a casa di amici e conoscenti mi capitava spesso di mangiare questo piatto che va detto, sarà pure fatto con gli avanzi del giorno prima, ma è buonissimo. In buona sostanza si tratta di carne macinata cotta come si cuoce il ragù nostrano, a cui si aggiunge del puré di patate e poi si schiaffa in forno. E’ decisamente un piatto invernale: provate a mangiarlo il 15 di agosto, avrete il cinghialotto piantato sullo stomaco per 48 ore almeno!
Ingredienti per  6 persone :Per la purea di patate1 kg di patate40 cl di latte50 gr di burro5 cucchiai di parmigiano grattugiato saleNoce moscata q.b. 
Per l’hachis:600 gr di carne macinata (io ho usato manzo e maiale insieme)1  cipolla media Olio q.b. Sale e pepe 
70 gr di emmental grattugiato Pangrattato q.b.
Tagliate finemente la cipolla, in una padella fate scaldare l’olio ed unite la cipolla, lasciandola cuocere almeno 10 minuti a fuoco bassissimo. Aggiungete poi la carne macinata, alzate un pochino la fiamma e cuocete il tutto per un altro quarto d’ora. Aggiustate di sale e di pepe.
Sbucciate le patate e fatele cuocere: io utilizzo sempre la pentola a pressione ed in 10 minuti me la cavo. Passate le patate con il passa patate.  Mettetele in una pentola, aggiungete il burro e lasciate che fonda: poi versate il latte, continuando a mescolare sempre, grattate la noce moscata ed infine unite il parmigiano. Cuocete ancora il puré a fuoco lento per altri 5 minuti. Lasciate raffreddare.
In una pirofila, versate la carne macinata, livellandola bene, unite la purea di patate, livellando bene anche quest’ultima. Cospargete di emmental e di pangrattato. Infornate a 180° per 20 minuti circa e poi per 7-8 minuti al grill. Si mangia tiepido, non bollente ed è ancora più buono l’indomani!
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